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Canone Rai in bolletta: manca elenco delle famiglie

ROMA – Il nuovo canone Rai comincia a prendere forma ma ci sono molti nodi ancora irrisolti. In dirittura d’arrivo è il decreto Sviluppo-Economia, che regolerà i rapporti con i fornitori di energia elettrica (su cui grava l’onere di inserire i 100 euro del canone nelle bollette elettriche). In pratica, spiegano al ministero dello Sviluppo, dove il decreto è ancora in lavorazione, non ci sarà un vero rischio di duplicazione del canone, derivante dal fatto che il vecchio bollettino fosse intestato a un membro della famiglia diverso da quello che ha sottoscritto il contratto di fornitura elettrica. “Questo perché – dicono allo Sviluppo – i vecchi abbonamenti non vengono presi neppure in considerazione, si riparte da chi è intestatario della bolletta elettrica”.

Il Sole 24 Ore spiega quali sono i problemi ancora aperti:

Difficoltà, comunque ce ne saranno. Paolo Savini, direttore gestione tributi delle Entrate, all’audizione di ieri presso la commissione bicamerale Anagrafe tributaria, ha sottolineato che per far funzionare il sistema occorre conoscere, tra l’altro, «I pagamenti eseguiti con altre modalità da soggetti che, pur essendo tenuti al pagamento del canone (perché hanno la Tv), non dispongono di contratti elettrici uso domestico». Inoltre, mentre sono disponibili i dati sulle forniture domestiche nello stesso luogo di residenza sotto i 3 Kw, per le forniture sopra i 3 Kw non è rilevato il luogo di residenza. Poi, hanno detto le Entrate, è necessario prevedere una prima fase di allineamento anagrafico tra sistemi informativi delle imprese elettriche e Anagrafe Tributaria e una gestione delle variazioni. Solo dopo le Entrate forniranno all’Aquirente Unico l’elenco che verrà trasmesso alle imprese elettriche perché lo inseriscano nelle bollette.

Anche per questo, per le Entrate sarà impossibile fare ordine in attesa della costituzione della nuova Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente: i Comuni dovranno trasmettere alle Entrate, su richiesta della stessa Agenzia, i dati relativi alle famiglie anagrafiche. Il canone, infatti , è dovuto una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica: cioè un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità adozione o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora occasionale nello stesso comune. «Il fatto che l’Agenzia delle Entrate ammetta che l’individuazione della famiglia anagrafica richieda ancora l’invio dei dati da parte dei Comuni dimostra che a luglio verrà fatta pagare al consumatore il costo di questa operazione» ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.