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Canone Rai in bolletta, via libera del Consiglio di Stato

ROMA – Canone Rai in bolletta, c’è il via libera del Consiglio di Stato dopo lo stop della settimana scorsa. Restano però alcune divergenze con il Ministero dello Sviluppo Economico, che aveva parzialmente accolto le osservazioni di Palazzo Spada.

Il parere positivo spiana comunque la strada alla pubblicazione del decreto con le indicazioni pratiche per il pagamento della tassa. Il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, parla di un “contributo costruttivo” da parte dell’organo consultivo, che però non risparmia osservazioni sulla normativa. A partire dalla considerazione che la definizione di apparecchio televisivo, sollecitata dal Consiglio di Stato, avrebbe potuto essere inserita negli articoli del decreto e non solo in una nota esplicativa, come deciso dal ministero. Non è questione secondaria, perché con quella definizione vengono esclusi dal pagamento smartphone e tablet.

Gli autori del testo, tenuto conto dell’evoluzione tecnologica, hanno preferito non ingessarla, in modo da consentire negli anni a venire l’eventuale inclusione di altri device, oltre al televisore, per il cui pos è dovuto il canone. Palazzo Spada avrebbe comunque preferito che ci fosse quantomeno un richiamo alla definizione.

La nuova normativa continua, però, ad essere contrastata, oltre che dall’opposizione, anche dalle associazioni dei consumatori e dalle aziende concorrenti, che chiedono una riduzione delle entrate pubblicitarie della tv pubblica a fronte dell’incremento di risorse che il canone in bolletta, grazie al recupero dell’evasione, dovrebbe garantire. “Occorre porre un freno alla deriva commerciale di Rai – ha detto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri -: non sta a noi dire in che modo, è cosa del governo e del Parlamento, certo è che il modello di finanziamento della Rai non può creare squilibrio nell’intero sistema”.

“Credo che essere in una fase in cui andiamo verso una certezza delle risorse per il servizio pubblico – ha replicato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto – possa essere un elemento di stabilità e alla fine possa essere un elemento positivo per tutto il sistema dei media perché può dare delle risorse certe che diventano complementari rispetto a quello che è il settore commerciale”.

 


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