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Carige, rivoluzione Malacalza: via a.d. e presidente

Cambio ai vertici della banca genovese. Lasciano l'amministratore delegato, Piero Montani, e il presidente, Cesare Castelbarco Albani

GENOVA – Carige, terremoto Malacalza. Lasciano i vertici: l’amministratore delegato, Piero Montani, e il presidente, Cesare Castelbarco Albani. Un terremoto annunciato pochi giorni fa, come spiega il Secolo XIX, quando la famiglia, principale azionista dell’istituto genovese, ha annunciato che in vista del rinnovo del Consiglio di amministrazione sarebbe stata necessaria “una forte discontinuità”.

Nella nota si legge:

“Avendo il Consiglio in scadenza esaurito il proprio compito con l’approvazione, nei giorni scorsi, del progetto di bilancio per l’esercizio 2015, l’ultimo del loro mandato, Malacalza Investimenti ritiene necessario non attendere oltre per trasmettere agli altri azionisti, alla Clientela di Carige e ai risparmiatori un forte segnale nel senso della discontinuità, mediante la divulgazione della propria decisione di presentare, in vista dell’Assemblea ordinaria di prossima convocazione, una lista di candidati alla nomina a Consiglieri improntata al massimo rinnovamento. Malacalza Investimenti ritiene infatti che occorra determinare le condizioni per una guida della Banca che assicuri nel prossimo futuro quella piena esplicazione, fino a oggi inespressa, delle potenzialità di consolidamento, rilancio e sviluppo, il cui sollecito avviamento è tanto più necessario e urgente in considerazione della presente critica contingenza di sistema”.

La famiglia Malacalza così motiva la decisione di un cambio radicale ai vertici della banca:

“Le ingenti immissioni di liquidità derivanti da due, successive e ravvicinate, operazioni di aumento di capitale hanno visto la risposta pienamente positiva dell’azionariato e hanno determinato un rilevante rafforzamento patrimoniale e una cospicua disponibilità di liquidità, con effetti significativamente favorevoli sui fondamentali della Banca – come riconosciuto dal giudizio dell’Autorità di vigilanza – che costituiscono la premessa di una crescita che, peraltro, non è stata ancora realizzata. Le potenzialità di Carige ancora inespresse risiedono altresì nel suo forte radicamento territoriale, nel suo tradizionale rapporto con i risparmiatori e con il tessuto imprenditoriale. Occorre al riguardo rigenerare e valorizzare il rapporto della Banca con tutti gli stakeholders, nel generale e comune interesse, in un momento in cui, per una serie di contingenze e di ragioni, in larga parte infondate, appare scossa la fiducia nel sistema bancario italiano ed europeo. Riteniamo che, tra le ragioni che devono sostenere la fiducia in Carige, oltre a quelle già ricordate, un particolare valore debba essere riconosciuto all’attuale configurazione del nuovo assetto della compagine azionaria, caratterizzata dalla presenza di nuovi soci con vocazione imprenditoriale e, in genere, di un’ampia pluralità di azionisti, alcuni dei quali titolari di partecipazioni consistenti, con forti legami con il territorio nel quale Carige tradizionalmente e prevalentemente opera”.

 

 

 


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