Economia

Carlo Calenda contro la Germania sul caso Fiat: “Pensate a Volkswagen”

Carlo Calenda contro la Germania sul caso Fiat: "Pensate a Volkswagen"

Carlo Calenda contro la Germania sul caso Fiat: “Pensate a Volkswagen” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Il ministro Carlo Calenda attacca la Germania sul caso Fiat: i tedeschi hanno chiesto severità all’Unione Europea per il caso delle emissioni truccate (come la possibilità di ritiro di alcuni modelli Fiat) e Calenda ha risposto sostanzialmente “pensate a Volkswagen” (che era stata coinvolta in un caso analogo).

Il ministro dello Sviluppo Economico così ha parlato a margine della registrazione di Faccia a faccia condotto da Giovanni Minoli in onda su La7, a proposito della richiesta tedesca di un’intervento della Commissione Ue su Fca. Circa il caso di Fiat Chrysler Aurtomobiles con le autorità americane, il ministro ha sottolineato che “le agenzie Usa di solito sono abbastanza indipendenti. Ma ora non so, bisogna vedere le carte”.

“Le autorità italiane sapevano da mesi che Fca, nell’opinione dei nostri esperti, usava dispositivi di spegnimento illegali”. Questo aveva invece detto in una intervista alla Bild on Sonntag riportata da Bloomberg il ministro dei trasporti tedesco Alexander Dobrindt, riferendosi all’ipotesi di un uso di software irregolari per i test sulle emissioni, oggetto da mesi di una ‘battaglia’ tra Roma e Berlino. Dobrindt sottolinea che Fca si è “rifiutata di chiarire” e che la commissione Ue “deve conseguentemente garantire il richiamo” di alcuni modelli.

Già venerdì il governo italiano, per voce del viceministro Riccardo Nencini, aveva definito “incomprensibile” l’insistenza del governo tedesco viste “le risposte già ottenute dal Mit”. Dal canto suo la Commissione, attraverso un portavoce, sempre venerdì aveva fatto sapere che si stava “esaurendo il tempo” per le autorità italiane per dare le spiegazioni richieste dalla Commissione europea sulla contestazione dell’omologazione di un modello della Fiat sollevate a settembre scorso dal ministro tedesco dei trasporti, ricordando però che “i poteri della Commissione sono limitati” perché può agire se uno Stato membro non rispetta le regole europee ma non “direttamente contro un produttore di auto.

“Sono gli stati membri ad essere responsabili della certificazione delle auto” per la loro immissione nel mercato europeo e “in questo contesto – aveva aggiunto la portavoce della Commissione – la Germania ha sollevato serie preoccupazioni sulla compatibilità di un modello Fiat con la legislazione europea sulle emissioni auto. Cosa che le autorità italiane contestano. La Germania ha chiesto di intervenire in quello che definiamo un processo di mediazione, che è uno sforzo per trovare un accordo comune. Abbiamo ripetutamente chiesto alle autorità italiane di presentare spiegazioni convincenti e stiamo esaurendo il tempo, perché vogliamo concludere molto presto il negoziato sulla compatibilità della Fiat con la legge Ue”.

Calenda poi ha parlato anche del caso Mediaset-Vivendi: “Penso che quella di Vivendi sia un’operazione di mercato condotta in modo opaco perchè non chiarisce il punto di caduta. Un investitore deve venire in Italia spiegando cosa vuole fare”. Calenda ha sottolineato che non si tratta “della difesa dell’italianità di Mediaset, ma della dignità del paese”, perchè “l’Italia non è un Paese per scorrerie”.

Infine una battuta sulla lista dei debitori nei confronti delle grandi banche italiane: non vanno pubblicate liste di debitori insolventi delle banche perchè “il principio è che l’imprenditore chiede i soldi ed è responsabilità della banca vedere se il business plan è buono o no. E’ strano spostare l’onere su chi chiede i soldi. Se ci sono state connivenze invece vanno pubblicate e dichiarate”.

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