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Cartelle di Equitalia, come sospendere la riscossione di quelle non dovute

ROMA – Cartelle di Equitalia, come sospendere la riscossione di quelle non dovute. Lo spiega il sito La Legge per Tutti, chiarendo prima di tutto una cosa: il contribuente che riceve una cartella esattoriale per importi che ritiene non dovuti può chiedere ad Equitalia la sospensione della riscossione, presentando un’apposita istanza in autotutela.

Ma come si presenta questa istanza? Innanzitutto la legge prevede che gli agenti della riscossione sospendano la riscossione stessa delle somme se il contribuente presenta una dichiarazione che attesta una di queste situazioni:

  • prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

  • provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

  • sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

  • sospensione giudiziale, oppure sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

  • pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente la formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore.

Il contribuente deve allegare all’istanza di sospensione la documentazione che ne comprova il suo diritto. L’istanza di sospensione deve essere presentata entro 60 giorni dalla data di notifica del primo atto di riscossione o di un atto della procedura cautelare o esecutiva.

A quel punto l’agente della riscossione trasmette l’istanza entro dieci giorni all’ente creditore per avere la conferma dell’esistenza delle cause addotte dal contribuente. In quel caso ottiene la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.

Sottolinea il sito La Legge per Tutti:

Si ricorda, infatti, che l’Agente non ha il potere di pronunciarsi sui crediti iscritti a ruolo (tale potere spetta solo agli enti creditori). L’ente creditore, effettuate le verifiche del caso, provvede:

– ad adottare i dovuti provvedimenti di annullamento/sgravio o di sospensione dell’Avviso/Cartella, se sono confermate le ragioni del contribuente e se non sono già presenti in archivio gli stessi provvedimenti;

– a trasmettere al competente Agente della Riscossione la revoca della sospensione da quest’ultimo effettuata, al fine della ripresa delle attività di recupero del credito, nel caso in cui non fossero confermate le ragioni del debitore;

– a dare comunicazione dei provvedimenti adottati al contribuente e, tramite PEC, anche all’Agente della Riscossione.

L’ente creditore ha poi 220 giorni di tempo per inviare a mezzo raccomandata a/r o pec una dichiarazione in cui comunica al debitore l’esito dell’esame della dichiarazione. Se dopo 220 giorni l’ente creditore non si è espresso, le partite di credito vengono annullate di diritto.

 

 


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