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Cartelle Equitalia: in 15 anni 1 su 5 “non dovuta” (217 mld)

Cartelle Equitalia: una su 5 non dovuta ed annullata negli ultimi 15 anni. Il bilancio dell'ad Ernesto Maria Ruffini in audizione al Senato

ROMA – Cartelle Equitalia, diciamo pure “cartelle pazze”: negli ultimi 15 anni il 20,5% del totale delle cartelle Equitalia era “non dovuta”, cioè sbagliata. Un valore complessivo di 217 miliardi: a tanto ammontano gli importi corrispondenti a emissioni non giustificate da parte dell’ente creditore, parliamo di Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni, pubbliche amministrazioni.

La quantificazione è esatta, a fornire i dati è Ernesto Maria Ruffini, lo stesso amministratore delegato di Equitalia, l’agenzia pubblica che si occupa della riscossione, durante una audizione alla Commissione Finanze del Senato, come riferito su Huffington Post da Viola Contursi. A certificare la montagna di errori nelle cartelle Equitalia destinate all’annullamento, le sentenze dei giudici che le hanno considerate illegittime, i ripensamenti dello stesso riscossore che una volta riconosciuto l’errore provvedeva all’annullamento mediante procedura di “autotutela”.

Riscossioni aumentate. “Dal primo ottobre 2006 ad oggi le riscossioni sono sensibilmente aumentate: nel periodo 2000-2005 le società concessionarie private avevano incassato, in media ogni anno circa 2,9 miliardi di euro, con Equitalia la media è salita a 7,7 miliardi di euro”. Così l’ad di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini.

1000 miliardi di crediti. Il carico totale lordo dei crediti affidato a Equitalia dal 2000 ad oggi “ammonta a 1.058 miliardi di euro” ma la quota aggredibile, ovvero “le posizioni effettivamente lavorabili si riducono a 51 miliardi”, il “5% del carico totale”. Ernesto Maria Ruffini, ha spiegato come della massa complessiva “il 20,5% è stato annullato dagli stessi creditori”, mentre, aggiunge, “dei restanti 841 miliardi di euro, oltre un terzo sono difficilmente recuperabili”.