Economia

Casa, sul riclassamento delle rendite catastali deciderà la Corte Costituzionale

Casa, sul riclassamento delle rendite catastali deciderà la Corte Costituzionale

ROMA – La Corte Costituzionale sarà chiamata a decidere se siano o meno legittime le disposizioni che consentono all’Agenzia delle entrate, su impulso dei Comuni, di intervenire sulle rendite catastali degli immobili attraverso il meccanismo del riclassamento, un sistema finora utilizzato da Comuni come Roma, Milano, Bari e Lecce.

E’ stata la Commissione tributaria regionale del Lazio a sollevare la questione di legittimità costituzionale della norma che consente ai Comuni di richiedere all’Agenzia del territorio (ora Agenzia delle entrate) la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’Ici (ora Imu-Tasi) si discosti in maniera rilevante dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali.

Secondo i giudici, la norma si porrebbe in contrasto con tre articoli della Costituzione: l‘articolo 3 “perché il singolo contribuente si troverebbe irrazionalmente esposto a rivalutazione del proprio bene in relazione alla significativa rivalutazione di beni altrui solo perché situato in una microzona oggetto di attenzione da parte del Comune, con disparità di trattamento rispetto ad altre microzone”; con l’articolo 53, “poiché un riaccatastamento di una serie di edifici collegato ai soli valori di mercato di zona e senza modificazioni nella realtà si porrebbe inevitabilmente in contrasto con la capacità contributiva dei singoli”; e l’articolo 97, “in quanto la rivalutazione massiva non assicura né il buon andamento né l’imparzialità dell’amministrazione, colpendo indiscriminatamente tutte le unità immobiliari”.

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