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Case dei militari: la metà occupata da abusivi o inservibile

ROMA – Case dei militari: la metà occupata da abusivi o inservibile. Dei 16mila alloggi residenziali di proprietà del Ministero della Difesa, un quarto (4mila) non è abitato, gli appartamenti sono vuoti e inservibili perché in attesa di ristrutturazioni e manutenzioni per le quali non ci sono risorse finanziarie. L’altro quarto delle case dei militari è invece abusivi: cioè vi risiedono persone che non ne hanno né titolo né diritto, tipo militari in pensione o vedove di militari.

Il bilancio sul patrimonio residenziale della Difesa è stato redatto dalla Corte dei Conti che segnala non poche distorsioni, omissioni, tagli intempestivi e interventi legislativi che hanno ridotto la capacità effettiva di recuperare gli alloggi e metterli a frutto, economico e operativo. Intanto va registrato un paradosso: 4mila case dei militari inservibili sulle quali però il Ministero paga le tasse sulla casa.

Sul problema degli abusivi ci ha messo lo zampino la legge con un provvedimento difficilmente qualificabile in maniera di versa da una sanatoria. Maro Sensini sul Corriere della Sera segnala in proposito la legge del 2014 che, estendendo la possibilità di evitare lo sfratto per motivi di reddito o familiari, ha pregiudicato ogni serio tentativo di recupero delle case dei militari formalmente avviato nel 2007.

Il capitolo tagli e risparmi è emblematico: ogni risparmio della spending review che di fatto impedisce di spendere per le ristrutturazioni degli alloggi vuoti che potrebbero essere messi a frutto, non va alla Difesa ma finisce nel bilancio dello Stato che lotta per diminuire lo stock di debito pubblico. Risultato 220milioni di euro l’anno scorso, 100 milioni quest’anno, distratti dal bilancio della Difesa. Non senza conseguenze, spiega la Corte dei Conti (le case dei militari servono oggi più che mai per il personale di carriera o di lunga ferma). Mario Sensini spiega perché la Corte dei Conti invoca un ripensamento drastico dei criteri di riduzione della spesa.

Tutto l’apparato della Difesa avrebbe necessità di 45 mila alloggi di servizio, ma oggi ne ha poco più di 16 mila, la metà dei quali inutilizzabile. Il piano varato nel 2004 per costruire altre 20 mila abitazioni è stato un flop: ne sono state realizzate appena 720, ma senza i fondi che venivano dalle dismissioni on ha un futuro. Ed «alcun risultato», dice la Corte, ha prodotto il piano per la realizzazione degli alloggi che i militari potevano riscattare. Per i magistrati contabili non c’è che un rimedio. Cancellare i tagli di bilancio previsti. (Mario Sensini, Corriere della Sera)