Blitz quotidiano
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Cina parcheggia montagna di alluminio in Messico per fregare gli Usa

ROMA – Cina parcheggia montagna di alluminio in Messico per fregare gli Usa. Una montagna di alluminio, un milione di tonnellate perfettamente accatastate buone per costruire un paio di milioni di Ford o per ricavarci 77 miliardi di lattine di birra, giace ai piedi della Sierra Gorda in Messico. Gli americani sospettano sia di proprietà di un magnate cinese, Liu Zonghtian. Soprattutto sono quasi sicuri che il parcheggio messicano serva a eludere le tariffe continentali e spiazzare il mercato mondiale dell’alluminio.

La scoperta è stata fatta un paio di anni fa quando un executive Usa, ha chiesto a un pilota di sorvolare la zona intorno a San Josè Iturbide e fornire delle immagini aeree del sito. Lo stock in Messico vale infatti 2 miliardi di dollari e rappresenta il 6% dell’inventario globale: Liu nega, ha sempre negato, peraltro adducendo motivi abbastanza risibili (“In Messico non andrei mai, troppi killer armati”).

Quello di cui l’accusano gli americani  – con riscontri puntuali contenuti in documenti commerciali e legali visionati dal Wall Street Journal – è il reato di “transhipping”, un modo per eludere i controlli e barare sull’origine del prodotto da esportare. Indiziato numero 1 è appunto la China Zhongwang Holdings Ltd, di proprietà di Liu.

Solo nel 2014 la quota di alluminio cinese importato negli Usa era del 14%: nel 2015 è arrivata al 40%, con le imprese cinesi che hanno raddoppiato la produzione in 5 anni grazie ai benefici fiscali e all’uso gratuito dell’energia fornita dallo Stato.