Blitz quotidiano
powered by aruba

Confindustria. Ripresa italiana, seppure lenta, continuerà

La fine del 2015 ha deluso le attese ma i primi segnali di inizio anno lasciano intendere che la ripresa, seppure lenta, continuerà. E' ottimista Confindustria sulle chance dell'economia italiana, nonostante il clima di incertezza generale, e i rischi legati alle prolungate "tempeste" sui mercati finanziari. Scenari a tinte fosche, secondo l'Ocse, che vede "le prospettive di crescita globale offuscate nel breve termine" e invita a non demordere sulle riforme strutturali, orientate soprattutto a creare lavoro.

ROMA – La fine del 2015 ha deluso le attese ma i primi segnali di inizio anno lasciano intendere che la ripresa, seppure lenta, continuerà. E’ ottimista Confindustria sulle chance dell’economia italiana, nonostante il clima di incertezza generale, e i rischi legati alle prolungate “tempeste” sui mercati finanziari.

Scenari a tinte fosche, secondo l’Ocse, che vede “le prospettive di crescita globale offuscate nel breve termine” e invita a non demordere sulle riforme strutturali, orientate soprattutto a creare lavoro.

Ma a inizio 2016 il Pil italiano secondo gli analisti di Confindustria avrà una accelerazione rispetto alla frenata dell’ultimo trimestre 2015 e nel corso dell’anno si vedrà anche una spesa delle famiglie più sostenuta, grazie ai miglioramenti in atto sul fronte dell’occupazione. Mercato del lavoro che comunque, secondo l’Ocse, resta uno dei ‘talloni d’Achille’ dell’Italia, che deve continuare a concentrare i suoi sforzi per combattere una disoccupazione ancora troppo alta e per alleggerire il carico fiscale.

Nella Congiuntura flash il Centro studi di Confindustria osserva un miglioramento della dinamica dell’industria, con la produzione a gennaio che secondo l’indagine rapida è aumentata dello 0,9%, portando a +0,3% il dato acquisito nel primo trimestre, nonostante lo scivolone di fine anno (-0,7% a dicembre). Un dato che porterà a una accelerazione della dinamica del Pil che quindi vedrà “una velocità di aumento che si rafforzerà nel primo trimestre 2016 rispetto a quella registrata nell’ultima frazione del 2015″.

Mentre il miglioramento del mercato del lavoro “per entità e composizione”, dovuto alle diverse misure adottate (decreto Poletti, decontribuzione e Jobs Act) sosterrà la spesa delle famiglie italiane, che “dalle vendite al dettaglio pare aver chiuso male il 2015 (-0,4% in volume nel quarto trimestre). Famiglie che, secondo l’Istat, vedono però la retribuzione oraria crescere ai minimi dal 1983, rispetto a gennaio 2015, con un incremento tendenziale che riguarda, tra l’altro, solo i dipendenti privati, mentre quelle pubbliche restano al palo a causa del blocco della contrattazione.

Anche l’Ocse, nel suo rapporto ‘Going for Growth’, registra una “ripresa dell’economia italiana e un miglioramento del mercato del lavoro”, ma raccomanda a Roma di “mobilitare un ampio spettro di politiche per migliorare le opportunità di lavoro” visto che la disoccupazione “rimane molto alta, soprattutto per i giovani e per chi è senza lavoro da lungo tempo”. Altra priorità quella di “migliorare l’efficienza della struttura fiscale, riducendo le distorsioni e gli incentivi ad evadere, riducendo gli elevati tassi nominali di imposizioni e abolendo diverse spese fiscali”.