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Contratto statali a luglio: verso aumento solo fino a 26mila euro

ROMA – Contratto statali a luglio: verso aumento solo fino a 26mila euro. Dopo 7 anni di blocco, a luglio il nuovo contratto con relativi aumenti salariali dei dipendenti statali sarà discusso e si avvierà alla sua ratifica. Intanto saranno 4 contratti diversi  – una semplificazione dagli 11 settori di partenza.

Poi, gli aumenti non saranno generalizzati e universali. Il Governo non ha indicato una soglia la cui definizione sarà lasciata alla trattativa con i sindacati, ma un criterio base, legato alla disponibilità delle risorse, è già sul tavolo: grosso modo lo schema del bonus degli 80 euro, cioè una soglia fissata intorno ai 26mila euro lordi oltre la quale non ci sarà nessun aggiornamento verso lo’alto degli stipendi.

In pratica, essendo di 300 milioni la somma massima che le finanze attuali consentono, si sarebbe optato per una distribuzione selezionata degli aumenti, un po’ come il bonus di 80 euro: darli a tutti i 3 milioni di dipendenti statali significherebbe un aumento impercettibile di poche decine di euro a testa. Selezionare gli aumenti significa invece destinarli ai soli redditi bassi di chi più ha sofferto la crisi economica.

Da qualche giorni si è iniziato a speculare a quale soglia di reddito potrebbe fermarsi l’asticella degli aumenti. Una delle ipotesi è che si possa replicare lo schema degli 80 euro, ossia concedere gli aumenti tabellari di stipendio soltanto a chi guadagna meno di 26 mila euro al mese. In questo caso, della platea di poco più di tre milioni di statali, a veder crescere le buste paga sarebbero in circa 800 mila persone. La dote dei 300 milioni messa dal governo a disposizione del rinnovo del contratto, in questo caso, comporterebbe un amento di una trentina di euro al mese. (Andrea Bassi, Il Messaggero)

Riguardo a salari accessori e premi legati alla produttività, l’indicazione è quella di adottare provvisoriamente le regole della legge Brunetta, prima di avviare un percorso che ne renda meno rigida l’applicazione specie nei confronti delle mansioni più basse: lo schema prevede che il 50% dei premi venga assegnato al 25% più produttivo, l’altro 50% al 50% di dipendenti nella media, con l’ultimo 25% meno produttivo a mani vuote.