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Contratto statali in salita. Uil: No soldi in Def, sciopero

ROMA – Contratto statali in salita. Uil: No soldi in Def, sciopero. La lettura del Documento di Economia e Finanza (Def) del Governo è stata una doccia fredda per le speranze dei dipendenti pubblici: scorrendo i capitoli di spesa spicca l’assenza di risorse supplementari da destinare ai rinnovi contrattuali. Pochi giorni fa, l’accordo per razionalizzare i comparti della Pubblica amministrazione (sono diventati 4) aveva autorizzato aspettative diverse. Oggi i sindacati tornano sul piede di guerra minacciando una nuova stagione conflittuale.

Contratto statali, la Uil minaccia mobilitazione. Così il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo: “Da una prima analisi sui testi che circolano sul Def non ci sono risorse per i rinnovi contrattuali per i dipendenti pubblici, ma si prevede solo l’indennità di vacanza contrattuale a partire dal 2019. Se le cose stanno così difficilmente si potrà aprire una nuova stagione di contrattazione e saremo costretti a rispondere con iniziative di mobilitazione a partire dallo sciopero”.

“Dopo sette anni di blocco e la sentenza della Corte Costituzionale, il Governo, nonostante l’accordo sui comparti, ancora una volta continua a perseguire la volontà politica di rinviare, nonostante ritenesse che fosse tale mancato accordo a bloccare il rinnovo. Se fosse confermato il blocco sarebbe una doppia beffa!”, sottolinea Foccillo in un comunicato. “Eppure – aggiunge il sindacalista della Uil – lo stesso Governo, nel Def, descrive in modo analitico i risparmi che in questi anni si sono fatti: sia per l’inasprimento del turn over, sia per la riduzione dei fondi del salario accessorio e sia per il proseguimento del blocco dei contratti pubblici”. Sul Messaggero Luca Cifoni analizza il dato contabile.

Nel 2017 però le uscite dovrebbero tornare a calare, per il venire meno del contributo straordinario e per l’entrata in vigore di vincoli ancora più stringenti al turn over del personale, già previsti dalla legislazione in vigore. Solo due anni dopo, nel 2019, il segno sarebbe di nuovo positivo, per effetto dell’indennità di vacanza contrattuale da riconoscere ai dipendenti in vista della nuova tornata di rinnovi (2019-2021).

Siccome le previsioni sono a legislazione vigente, al di là dell’indennità di vacanza contrattuale il Def non comprende direttamente gli stanziamenti per il triennio successivo, che dovranno essere approvati per legge. Ma la cifra si può trovare nello scenario a politiche invariate, come «ipotesi meramente tecnica»: il governo suppone di mettere sul piatto 600 milioni lordi nel 2019, da cui però vanno sottratti 290 di maggiori trattenute fiscali e contributive a carico dei lavoratori: la somma netta è quindi di 310 milioni. (Luca Cifoni, Il Messaggero)