Economia

Corruzione, reputazione a rischio e conflitto di interessi in cima alle paure di 9 aziende su 10

Corruzione, reputazione a rischio e conflitto di interessi in cima alle paure di 9 aziende su 10

Corruzione, reputazione a rischio e conflitto di interessi in cima alle paure di 9 aziende su 10

ROMA – Rischio reputazionale e conflitto d’interessi. Sono queste le criticità che preoccupano 9 aziende su 10 quando si parla di corruzione. A sostenerlo è l’edizione 2017 dell’Anti-Bribery and Corruption Benchmarking Report, l’indagine realizzata da Kroll in collaborazione con Ethisphere Institute. Il report, presentato in Italia il 4 maggio durante la conferenza stampa Corruzione e Antiriciclaggio nell’Era dell’Offhsore: Una Sfida Invincibile? tenuta da Kroll e Transparency International Italia, pone al centro l’immagine dell’impresa. Un asset da difendere contro i crescenti rischi della corruzione. Secondo la ricerca infatti il 35% dei manager intervistati si aspetta nel 2017 un aumento dei pericoli legati alle frodi; tuttavia più del 57% dichiara che la loro azienda non dispiegherà nuovi strumenti per limitare i rischi.

Il titolo di quest’anno, Beyond Regulatory Enforcement: The Rise of Reputational Risk, vuole evidenziare il danno non solo economico ma anche d’immagine legato al rischio corruzione. Non a caso reputazione e conflitto d’interessi spiccano sul podio delle paure delle aziende tanto da occupare la prima e la seconda posizione in classifica. In particolare è il rapporto con fornitori, agenti o clienti ad essere critico: sono le violazioni da parte di queste ultime entità la prima causa di danno per il 40% degli intervistati. Solo dopo i manager indicano la normativa internazionale complessa (14%) e la mancanza di risorse da investire in controlli adeguati (10%).

«Da esperti di compliance i nostri intervistati conoscono l’importanza di monitorare le terze parti. Ma questo report evidenzia la necessità di un approccio a intervalli dove l’obiettivo e la frequenza dei controlli sono determinati dall’entità dei rischi», commenta Joseph Spinelli, Senior Managing Director di Kroll. Infatti, nonostante gli sforzi delle aziende la strada è ancora lunga. Soprattutto considerando che il 55% degli intervistati dichiara di aver scoperto criticità nell’operato delle terze parti solo dopo la fase di screening e due diligence. Tra le cause indicate nell’ordine: la condotta illecita successiva all’onboarding, i comportamenti non attinenti alla compliance e le problematiche non rilevate per via di controlli superficiali.

Le preoccupazioni legate alla reputazione dell’impresa e il conflitto di interesse sono cruciali nelle scelte della filiera produttiva, tra cui fornitori, agenti ma anche clienti. Tanto da essere le prime cause della cessazione dei rapporti delle multinazionali con queste controparti. Perché il conflitto di interesse spaventa tanto? «Il conflitto di interesse è una dalle cause primarie della corruzione privata. Quest’ultima causa danni economici significativi alle imprese e in molti paesi è reato. Conseguentemente, ignorare i conflitti è un pericolo da non sottovalutare né sul piano economico né su quello normativo – spiega Marianna Vintiadis, responsabile per Kroll del Sud Europa – Le buone notizie sono che adeguate misure di prevenzione e controllo riducono questo genere di problemi al minimo». L’ABC Report 2017 è disponibile online al link http://www.kroll.com/en-us/abc-report.

Corruzione, reputazione a rischio e conflitto di interessi in cima alle paure di 9 aziende su 10

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