Economia

Crisi Grecia, aiuti da Francia e Germania attraverso le banche

Angela Merkel

I due paesi europei che ormai sono indiscussi leader dell’Unione sono anche quelli che aiuteranno la Grecia ad uscire dalla crisi. Sono Francia e Germania che ancora una volta si confermano i “motori” del Vecchio Continente e metteranno a punto un piano di aiuti finanziari: però non direttamente, perché proibito, ma attraverso l’azione delle banche.

Infatti, come ha spiegato il cancelliere tedesco Angela Merkel, il bilancio della Germania non può farsi carico delle spese per gli aiuti alla Grecia, e l’Unione Europea non può, per trattato, «riscattare il debito dei singoli Paesi membri», ma il governo tedesco, così come quello francese, può prestare alle banche la propria garanzia in modo da indurle a finanziare il debito greco.

Il piano messo a punto da Francia e Germania è un piano da 30 miliardi di euro: per realizzarlo sarà necessario l’intervento di istituzioni bancarie pubbliche e investitori che operano sul mercato. L’obiettivo è portare le finanze pubbliche greche fuori dalla crisi e ciò è negli auspici anche degli altri Paesi europei.

Si prevede che l’offerta arrivi sul mercato questa settimana, ma la situazione è ancora fluida e incerta per cui non sono esclusi ritardi: ancora non si sa bene quali banche parteciperanno.

Nota il New York Times che, in assenza di strutture definite per fronteggiare casi di default come quello minacciato dalla Grecia, i responsabili dell’Unione definiscono le regole via via che la situazione evolve: “Questo vuol dire che la politica ha un ruolo pari all’economia nella ricerca di una via d’uscita dalla peggiore crisi dei primi dieci di vita dell’euro”.

Per quanto riguarda la Germania, le banche interessate sarebbero Deutsche Bank, la prima banca tedesca e Kwf, l’istituto a controllo statale: sarebbero pronte a comprare obbligazioni greche e potrebbero essere affiancate nell’operazione anche da banche francesi. In Francia, oltre alle banche private, è interessata la Caisse des Dépôts et Consignations, che è la banca a controllo statale.

I Paesi europei chiedono però alla Grecia di intraprendere una serie di azioni “virtuose”, da mettere a punto attraverso il programma di austerità che sarà annunciato dal governo.

I greci hanno già concordato di congelare i salari, di tagliare i bonus, di imporre un “giro di vite” sulle imposte e di spostare l’età di pensionamento da 61 a 63 anni, a partire dal 2015. Secondo i funzionari dell’Unione Europea, sarà molto difficile che il governo greco riduca il deficit di bilancio all’8,7 per cento dal 12,7 per cento attuale.

Il governo greco ha poi in mente altre misure: l’aumento di due punti percentuali dell’Iva, il rincaro del prezzo del carburante e l’abolizione della quattordicesima mensilità percepita dai lavoratori del settore pubblico e di molte aziende private.

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