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Debiti P.a.: Cgia e M5S contestano i dati (positivi) del Governo

ROMA – Debiti P.a.: Cgia e M5S contestano i dati (positivi) del Governo. La P.a. migliora nei pagamenti ai fornitori. Merito anche all’introduzione dell’obbligo di fattura elettronica. Si sono ridotti infatti nell’ultimo anno i tempi medi di pagamento, che sono passati da 82 a 54 giorni. Lo assicurano i tecnici del Ministero dell’Economia. Secondo la Cgia di Mestre non è così, tutt’altro: il Movimento 5 Stelle ne approfitta  per denunciare Renzi sul blog di Beppe Grillo, con il post al vetriolo “Il Bomba sfrutta le imprese e poi non le paga”. Chi ha ragione?

Conteggiate solo le fatture elettroniche. In realtà il monitoraggio di via XX Settembre, fatto attraverso la Ragioneria dello Stato, conteggia solo le fatture elettroniche, obbligatorie dal 31 marzo 2015, ma che al momento rappresentano poco più della metà della ‘montagna’ di fatture, anche per problemi di trasmissione dagli enti interessati: quindi il 50% e oltre viene attualmente comunicato ma il restante 50% arriverà piano piano, soprattutto quando ‘spariranno’ dalla circolazione le fatture cartacee.

Dai dati dei tecnici del Tesoro, dunque, emerge che i tempi medi di pagamento per i beni e servizi acquistati dalla P.a. si sono ridotti da 82 giorni (nel periodo 1 giugno 2014-31 maggio 2015, cioè prima dell’obbligo della fattura elettronica) a 54 giorni (dato dall’1 giugno 2015 a 31 maggio 2016) e nel periodo considerato si sono registrate 27,2 milioni di fatture per un importo pari a 157,8 miliardi.

Di queste ne sono state pagate 14,8 milioni per 112,6 miliardi. La media di 54 giorni (dell’ultimo anno considerato da quando è scattato l’obbligo) dipende da tempi di pagamento dello Stato in 41 giorni; delle Regioni in 38, del Servizio sanitario nazionale di 70 giorni; Enti locali 44 ed Enti pubblici nazionali 32 giorni.

Viceversa prima i tempi erano (tempo medio 82 giorni): Stato 53 giorni; Regioni 131; Servizio sanitario 107; Enti locali 65; Enti pubblici nazionali 64. Secondo Bruxelles i pagamenti vanno fatti in 30 giorni ed in 60 per le spese sanitarie. Insomma i dati della piattaforma del Mef per il monitoraggio dei crediti commerciali della P.a dimostrerebbero che i tempi si stanno progressivamente riducendo non essendo ancora perfettamente allineati a quelli previsti dall’Europa.

Cgia di Mestre: 131 giorni di ritardo. Ma per la Cgia, che aveva parlato di fatture saldate con 131 giorni di ritardo, “ha del surreale” la risposta del Mef, che “sforna dati parziali per nascondere l’inefficienza della P.a.”. “Nella prassi sta succedendo che vengono pagati in tempi ragionevolmente brevi le fatture di importi minori, mentre stanno allungando i tempi delle fatture di importi con cifre importanti”, afferma il coordinatore Paolo Zabeo, sostenendo che il Tesoro sia “in evidente difficoltà”: “Infatti – aggiunge -, se fossero diventati cosi virtuosi come dicono, perché mai la procedura di infrazione dell’Ue contro l’Italia per i ritardi con cui la nostra P.a. salda le fatture non è stata ancora ritirata?”.

I ritardi medi sono diminuiti. Considerati però i ‘tempi medi di pagamento ponderato’, cioè il dato che tiene conto proprio dell’entità economica delle fatture, emerge anche in questo caso un miglioramento: il tempo medio generale è nell’anno considerato di 70 giorni contro i 116 dell’anno precedente. Per lo Stato si passa da 56 a 36 giorni, per le Regioni da 73 a 41, per il Servizio Sanitario da 172 a 106, per gli Enti locali da 71 a 46, per gli Enti pubblici nazionali da 58 a 37.