Economia

Debiti pubblica amministrazione, lo Stato deve ancora 65mld ai privati

Debiti pubblica amministrazione, lo Stato deve ancora 65mld ai privati

Foto Ansa

VENEZIA – Falegnami, idraulici, mobilieri, commercianti di computer, furgoni, auto, cancelleria: al servizio di sua maestà lo Stato c’è un esercito di artigiani e fornitori privati che per aver realizzato lavori, consegnato e fatturato merce negli uffici della pubblica amministrazione ora avanzano qualcosa come 65 miliardi di euro di crediti. Tanto, ma è già un dato sottostimato. A calcolarlo è la Cgia di Mestre su dati della Banca d’Italia, l’unico istituto che stima da alcuni anni l’ammontare complessivo del debito.

Si tratta di cifre sottodimensionate e riferite ancora al 2015. Dei 65 miliardi, 31 sarebbero importi non ancora liquidati perché dalla data di emissione della fattura non sono ancora trascorsi 30-60 giorni stabiliti e 34 da imputare ai ritardi nei pagamenti.

In realtà, spiega la Cgia l’ammontare del debito commerciale della pubblica amministrazione nei confronti dei propri fornitori resta un’incognita. Un interrogativo divenuto un’ossessione che non ha trovato ancora una risposta, sebbene siano trascorsi quasi due anni dall’applicazione della fatturazione elettronica che, secondo le promesse del ministero dell’Economia, doveva consentire alla Pa di quantificare con precisione lo stock del debito.

Accentuatosi durante la crisi, va comunque ricordato che da un punto di vista dimensionale il fenomeno si è ridotto negli ultimi anni, grazie agli interventi messi in campo nel biennio 2013-14. In questo periodo, infatti, sono stati stanziati 56,2 miliardi di euro: agli enti debitori sono stati messi a disposizione 44,6 miliardi di euro (pari al 79% del totale) in quanto alcuni enti non ne hanno fatto richiesta.

L’ultimo aggiornamento disponibile (fermo ancora al 20 luglio 2015) ci evidenzia che i pagamenti hanno toccato quota 38,6 miliardi, pari a quasi l’86% delle risorse messe a disposizione Seppure in diminuzione, l’importo del debito rimane ancora spaventoso e non ha eguali nel resto d’Europa. “Nonostante i fornitori abbiano l’obbligo dall’inizio di aprile del 2015 di emettere alla Pa le fatture in via informatica – segnala il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo – lo Stato non ha ancora una mappatura certa dei debiti a cui deve fare fronte.

Certo, la lentezza nei pagamenti è dovuta in particolar modo a problemi di liquidità, ma quanti ne hanno le circa 873.000 imprese che lavorano per il pubblico che dopo aver eseguito una fornitura o una manutenzione devono aspettare anche 6 mesi prima di essere saldate ?” Nel confronto internazionale la nostra Pa presenta un livello di debiti commerciali nettamente superiore.

Dai dati forniti dall’Eurostat lo stock di debiti commerciali al 31-12-2015 era in Italia di 48,9 miliardi di euro (pari al 3% del Pil). Va sottolineato che questi dati non includono i debiti ceduti con la clausola pro soluto a intermediari finanziari e della quasi totalità dei debiti riconducibili alla spesa in conto capitale. In Spagna, invece, lo stock ammontava a 14,5 miliardi (1,3% del Pil), in Germania a 37,4 miliardi (1,2%) e in Francia a 26,4 miliardi (1,2%).

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