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Debito Roma, ciò che non si può fare. Parla l’ex commissario

ROMA – Debito Roma, ciò che non si può fare. Parla l’ex commissario Varazzani. Sul debito pregresso di Roma Capitale sono state fatte “fantasiose considerazioni” che hanno portato a “voli pindarici con nessuna base di fattibilità”. Lo afferma Massimo Varazzani, ex commissario straordinario al Debito di Roma, in una lettera pubblicata dalla prima pagina del Messaggero.

“I candidati a sindaco che competono per la guida di Roma Capitale, si sono esercitati in ipotesi, in verità fin troppo semplicistiche, per trovare una via di uscita dal debito pregresso. Di fondo c’è un’idea comune, quella di poter rinegoziare i vecchi mutui del Comune di Roma. Questo piano, poi, ha diverse declinazioni: c’è chi dice che si potrebbero sostituire i vecchi mutui con un nuovo maxi mutuo concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti a tassi più bassi, e chi dice, addirittura, che il Tesoro potrebbe anticipare circa 9 miliardi di euro senza interessi per 30 anni. Estinguendo anticipatamente i vecchi mutui e quindi pagando meno interessi, è la tesi, si potrebbe ridurre il contributo di 200 milioni a carico dei romani in modo da abbassare, meritoriamente, l’aliquota Irpef”.

Debito Roma e Cdp. Varazzani sottolinea – “per la chiarezza del dibattito e per evitare facili illusioni per i contribuenti” – alcune “circostanze che rendono queste possibili azioni difficilmente realizzabili”. “Dei 1.686 contratti relativi ai vecchi mutui, 1.491 sono stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti, e la loro estinzione anticipata prevede pesanti penali. Il mancato incasso delle penali da parte Cdp potrebbe configurare un danno erariale”.

In secondo luogo, aggiunge, “la Cassa Depositi e Prestiti non può, per legge, rinegoziare i mutui senza un provvedimento di carattere generale, essendo tenuta a praticare tempo per tempo condizioni uniformi per tutti i prenditori della specie. Lo dico in modo più semplice. Se volesse dimezzare il tasso di interesse dei vecchi mutui del Comune di Roma, dovrebbe farlo anche per tutti gli altri Comuni che hanno analoghi mutui. Siccome si tratta di mutui di alcuni anni fa, quando i tassi erano più alti, lo stesso conto economico della Cdp ne risentirebbe, e ci potrebbero essere effetti negativi sul risparmio postale che alimenta la Cassa stessa”.