Economia

Def approvato, alzata la stima sul Pil: 2,8mld stanziati per il pubblico impiego

Def approvato, alzata la stima sul Pil: 2,8mld stanziati per il pubblico impiego

Def approvato, alzata la stima sul Pil: 2,8mld stanziati per il pubblico impiego

ROMA – Il Documento di economia e finanza, Def, è stato approvato dal consiglio dei ministri nel pomeriggio dell’11 aprile. La nuova manovra finanziaria comprende un rialzo delle stime sul Pil del 2017, dall’1 percento all’1,1 percento, oltre allo stanziamento di 2,8 miliardi di euro al pubblico impiego, sia statale che non statale, per raggiungere l’obiettivo dell’aumento medio di 85 euro in busta paga per i rinnovi 2016-2018.

Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, nel pomeriggio aveva fatto il punto sulla ripresa economica italiana:

“Il paese si trova in una fase di transizione verso una crescita più solida, sostenibile e inclusiva, la stiamo inseguendo: è necessario rafforzare questa fase, capitalizzare la strategia di benefici delle riforme recenti che sta continuando e in cui il Governo è pienamente impegnato. Oggi pomeriggio il Def oltre ad aggiornare il quadro economico di finanza pubblica e il programma nazionale di riforme include la trattazioni di temi su disuguaglianza e benessere”.

Ad annunciare l’approvazione del Def da parte del consiglio dei ministri il premier Paolo Gentiloni, che ha commentato:

“Il governo ha dato il via libera al Def, al Pnr, al decreto che contiene diversi interventi di crescita e sviluppo tra cui la correzione di bilancio e ha condiviso un piano di investimenti che sarà tradotto in un dpcm nei prossimi giorni. Il documento registra un andamento con una crescita che gradualmente si sviluppa dallo 0,1% del 2014 allo 0,8% del 2015, allo 0,9% del 2016, all’1,1% del 2017. Questa progressione indica la strada che abbiamo seguito in questi anni, la sua gradualità e la necessità di insistere su questa linea”.

Gentiloni in conferenza stampa ha poi aggiunto che le previsioni sul Pil sono, come al solito, prudenti e conservative:

“Come in passato le previsioni sono prudenti e conservative e spesso in passato sono state corrette in positivo. In particolare sul 2018 perché c’è una previsione di deficit del patto di stabilità europeo che è molto severa e rispetto alla quale noi lavoreremo nei prossimi mesi perché la discussione avviata in Ue possa portare a esiti positivi. Noi però rispettiamo le regole e abbiamo inserito la previsione. C’è una curva di riduzione del deficit dal 3% del 2014 al 2,1% che presumibilmente ci sarà quest’anno”.

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