Economia

Def, niente calo dell’Irpef ma resta il taglio del cuneo

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Def, niente calo dell'Irpef ma resta il taglio del cuneo

Def, niente calo dell’Irpef ma resta il taglio del cuneo

ROMA – Sparisce il taglio delle aliquote Irpef tra gli obiettivi fissati dal governo, mentre resta la riduzione del cuneo fiscale. È quanto emerge dal testo del Documento di Economia e Finanza, pubblicato dal Ministero dell’Economia oggi, mercoledì 12 aprile. Il documento indica come “cruciale il taglio del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro e aumentare parallelamente il reddito disponibile dei lavoratori”.

Il governo prevede anche un aumento della pressione fiscale a partire dal prossimo anno: dal 42,3% del 2017 al 42,8% per il biennio 2018-2019. Un incremento imputabile però unicamente all’innalzamento delle aliquote Iva previsto dalla clausola di salvaguardia attualmente ancora in vigore.

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Banche. Secondo quanto previsto dal governo, ammonta infatti a 10 miliardi di euro la somma che l’esecutivo ha in programma di impiegare per la ricapitalizzazione delle banche in crisi.

La pressione fiscale – secondo quanto indicato nelle tabelle del Def – scende al 42,3%, nel 2017 dal 42,9 del 2016, per poi risalire al 42,8% nel 2018 e 2019. Al netto del bonus di 80 euro la pressione fiscale scende dal 42,3% del 2016 al 41,8% nel 2017, per poi salire al 42,2% nel 2018 e al 42,3% nel 2019.

Il reddito di inclusione.

Il Reddito di inclusione attiva (Rei), è una nuova misura di contrasto alla povertà, un contributo per aiutare i membri delle famiglie che si trovano sotto la soglia di indigenza a trovare un impiego e che a regime dovrebbe essere universale.

Il nuovo indicatore di progresso. Il Benessere equo e sostenibile (Bes), è un nuovo indicatore del livello di progresso della società che terrà conto di una serie di fattori economici, ma anche sociali, ambientali e di uguaglianza, e che va ad affiancare all’interno della programmazione dei conti pubblici il classico Pil.

Aumenteranno le accise su sigarette e tabacchi, così come la cosiddetta “tassa sulla fortuna” il prelievo fiscale sulle vincite da giochi e lotterie, dal Superenalotto ai Gratta e vinci. Lo split payment, il meccanismo anti evasione che consente al committente di girare direttamente all’Erario l’Iva dovuta dai suoi fornitori, viene esteso anche alle società pubbliche e a tutte le quotate. Si tratta di misure strutturali, come ha spiegato il ministro Padoan, cioè che avranno effetto non solo per il 2017 ma anche per gli anni successivi. Ancora da definire invece i tagli alla spesa, ai trasferimenti dei ministeri e alle agevolazioni fiscali. La manovrina crea un fondo del valore di un miliardo l’anno, per tre anni, per sostenere le zone del Centro Italia colpite dai terremoti di agosto e di settembre.

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