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Deflazione in 22 città. Petrolio affonda prezzi al consumo

ROMA – L’Istat conferma la deflazione a marzo, con l’indice dei prezzi al consumo che scende dello 0,2% su base annua. Un dato che segue il -0,3% di febbraio. Ma su base mensile la variazione risulta positiva, con un aumento dello 0,2%.

Il petrolio affonda i prezzi al consumo. Sul tasso pesa l’energia, tanto che, spiega l’Istat, l’indice “al netto dei soli beni energetici si porta a +0,4% (era +0,3% il mese precedente)”, mentre al netto sia degli alimentari non lavorati che dei beni energetici, la cosiddetta inflazione di fondo sale a +0,6% (da +0,5%). Tornando al tasso generale, l’eredità lasciata dai primi tre mesi dell’anno, l’inflazione acquisita per il 2016, è pari a -0,4% (era -0,6% il mese precedente).

“La persistenza del calo tendenziale dei prezzi risente di un quadro di sostanziale stabilità degli andamenti su base annua delle diverse tipologie di prodotto, con l’eccezione dell’ulteriore flessione dei prodotti energetici e in particolare degli energetici non regolamentati (-11,2%, da -8,5% del mese precedente)”, avverte l’Istituto di statistica. Nel dettaglio, l’Istat registra aumenti su base mensile sia per il prezzo del gasolio (+2,5%) che, seppure in misura più contenuta, per la benzina (+0,2%). Però entrambi, diesel e verde, segnano “un’accentuazione della flessione tendenziale (-15,4%, da -13,5% di febbraio per il primo e -10,2% da -6,1% del mese precedente per il secondo) su cui incide il confronto con marzo 2015″.

22 città in deflazione. La deflazione colpisce sempre più città, allargandosi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud. Sono, infatti, stando ai dati dell’Istat, 22 le grandi città con i prezzi in calo su base annua. Erano 20 a febbraio. Lo rileva l’Istat. Nella lista rientrano anche Roma (-0,5%), Firenze (-0,4%), Napoli (-0,1%) e Milano (-0,1%). I ribassi più forti si registrano per Bari e Potenza (-1,0% entrambe). Nel dettaglio, spiega l’Istituto di statistica, a marzo, guardando ai 20 capoluoghi delle regioni e delle province autonome monitorati, “sono 14 quelli in deflazione (erano 13 a febbraio)”.

Tra questi, “come a febbraio, Bari e Potenza registrano le flessioni tendenziali dei prezzi più ampie e pari a -1,0% (a febbraio era -0,9% per entrambi)”. Seguono “Perugia, Cagliari e Catanzaro (-0,6% per tutte e tre), Roma (-0,5%) e Firenze (-0,4%). Le diminuzioni più contenute, pari a -0,1%, si registrano per Milano, Genova e Napoli”. Per il resto, in cinque delle rimanenti città, prosegue l’Istat, “si registrano aumenti su base annua dei prezzi compresi tra +0,5% di Aosta e +0,1% di Venezia”. A Bologna invece i prezzi risultano fermi su base annua.