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Digital tax, l’ipotesi del Governo per recuperare 3 mld

ROMA – Digital tax, l’ipotesi del Governo per recuperare 3 mld. E’ dal 2013 che si parla di tassare i colossi de web nei paesi in cui realizzano i profitti: ma la lentezza nel decidere della Ue sprona l’Italia, particolarmente oggi che il Pil aumenta meno del previsto circoscrivendo ulteriormente i margini di manovra per una riduzione delle tasse su lavoro e impresa. Digital tax italiana, dunque: sì ma come? Agendo sule imposte indirette, prevedendo una specie di Iva o di accisa?

Più probabile – sarebbe questo l’orientamento del governo Renzi secondo Il Messaggero – che si agisca sulla tassazione diretta.

La proposta prevede l’introduzione di una norma di contrasto al fenomeno delle stabili organizzazioni occulte, individuate mediante una presenza continuativa di attività online, per un periodo non inferiore a sei mesi, tale da generare nel medesimo periodo flussi di pagamenti a suo favore, in misura complessivamente non inferiore a cinque milioni di euro.

Le società non residenti che superano queste soglie, si vedrebbero applicata una ritenuta alla fonte del 25% sulle transazioni digitali. Il prelievo verrebbe effettuato alla fonte dalle banche che ricevono l’ordine del bonifico per pagare il servizio o il bene acquistato on line. Secondo le stime una misura del genere potrebbe portare a incassi per l’Erario fino a 3 miliardi di euro l’anno. Una cifra non trascurabile. La norma verrebbe inserita nella manovra finanziaria. (Andrea Bassi, Il Messaggero)

Si tratterebbe di una strada mutuata dall’esperienza fiscale inglese. Ma altri esempi, stando la difficoltà di mettere il Fisco al passo con le conquiste tecnologiche, sono in itinere in tutto il mondo. Giovanni Palumbo, esperto del settore, menziona il caso indiano: “Una persona che, nel corso dell’anno, effettua un pagamento oltre una certa soglia ad una società non residente che opera nel settore tecnologico dovrà trattenere il 6% sull’importo lordo che viene pagato a titolo di prelievo di equità […] La tassa incide per ora su un mercato, quello della pubblicità digitale, che vale circa un miliardo di dollari, ma, come ha detto il ministro dell’Economia indiano, potrebbe essere estesa anche all’e-commerce, con ben altro impatto.