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Dinaro d’oro: la moneta Isis comincia a circolare (139 $ l’una)

ROMA – Dinaro d’oro: la moneta Isis comincia a circolare (139 $ l’una). Doveva essere la punta di diamante (d’oro in questo caso) della strategia di accreditamento dello Stato Islamico, due anni fa, quando le conquiste Isis in Iraq e Siria stavano stravolgendo mappe e confini di un Medio Oriente ormai deflagrato. Il dinaro d’oro promesso dal Califfo ha cominciato invece a circolare davvero solo in questi giorni.

Le monete sono state notate a Raqqa e Deir ez-Zour da attivisti dell’opposizione – segnala Giordano Stabile de La Stampa – secondo cui la valuta è stata imposta come mezzo di pagamento agli acquirenti del petrolio prodotto nello Stato Islamico che rivenderanno di contrabbando in Turchia.

Se prima doveva essere una dimostrazione plastica dell’egemonia Isis sul territorio, oggi assomiglia a una manifestazione di sopravvivenza. Fatto sta che Isis è riuscita solo da poco a procurarsi i mezzi tecnici per far circolare il dinaro d’oro. In realtà le valute correnti sono circoscritte alla lira siriana, al dinaro iracheno e naturalmente il dollaro americano con cui vengono pagati i foreign fighters.

Va da sé che per i dinari d’oro accettati dai contrabbandieri di petrolio sorgerà più di qualche problema al cambio: le vederanno a peso, a peso dell’oro di cui sono fatte. Anche in questo caso, pur di rinverdire le glorie del primo Islam, Isis volge indietro le lancette di un tempo che ha progressivamente affermarsi la smaterializzazione del denaro e l’affrancarsi dalla base metallica.

L’Isis sarebbe comunque riuscito a procurarsi, forse in Turchia, i macchinari per metter su una zecca a Raqqa. I tagli previsti sono due in oro, da 5 dinari e 1 dinaro, tre in argento da 10, 5, 1 centesimi, e due in rame. Il cambio è fissato a 139 dollari per la moneta da un 1 dinaro, che pesa 4,25 grammi, quindi a circa 38 dollari il grammo d’oro. (Giordano Stabile, La Stampa)