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Dirigenti statali: licenziamento e stipendio ridotto se…tutte le novità

ROMA – Non solo licenziamenti sprint per i cosiddetti furbetti del cartellino ma anche due decreti per semplificare la Pubblica Amministrazione, riducendo il carico burocratico su imprese e cittadini. Sul tavolo del Consiglio dei ministri di questa settimana, mercoledì 15 o giovedì 16 giugno, dovrebbero approdare infatti anche i decreti sulla Scia Unica e sulla nuova Conferenza dei Servizi.

Il ‘pacchetto Madia’ potrebbe arricchirsi con il via libera alla stabilizzazione delle maestre e dell’intesa tra Aran e sindacati sui comparti. Da quanto si apprende invece l’intervento per ridisegnare il salario accessorio e tamponare le situazioni aperte non sarà anticipato da un decreto nell’immediato (il veicolo sarà il T.U. sul pubblico impiego).

Grosse novità anche per i dirigenti:

Il taglio dello stipendio
La riforma già prevede che per le poltrone da dirigente si pescherà da un serbatoio, il «ruolo unico» nel quale si entrerà per concorso. Gli incarichi dureranno quattro anni e le scelte saranno fatte da un’apposita commissione. Ma il decreto spiega cosa succederà al dirigente che, con il nuovo meccanismo, non riuscirà a trovare un incarico. Gli verrà subito tagliato lo stipendio: prenderà solo il cosiddetto trattamento fondamentale, senza la parte variabile, i premi e gli incentivi. A spanne la metà della retribuzione piena. Non solo. Se continuerà a rimanere senza incarico, lo stipendio gli verrà ridotto del 10% l’anno fino a un massimo di sei anni.

Il licenziamento
Passati i sei anni senza incarico, potrà scattare il licenziamento. La stessa sorte, il licenziamento, toccherà a chi non si darà da fare per trovare un posto. Potrà essere mandato via anche chi, ogni tre mesi, non partecipa ad almeno 10 bandi per i posti da dirigente che saranno resi via via disponibili. Il licenziamento, però, non sarà automatico. Servirà una valutazione, cioè un giudizio motivato. E sarà possibile un piano B. Al dirigente sull’orlo del licenziamento potrà essere offerto un incarico di livello più basso, da quadro. E anche il trasferimento in un’altra sede, ma nel raggio di 50 chilometri dall’ultima.

Queste le regole valide per tutti gli statali:

 

– LICENZIAMENTI SPRINT PER CHI TIMBRA E SE NE VA. Il dipendente pubblico che viene colto in flagrante a strisciare il suo cartellino per poi andare via deve essere sospeso entro 48 ore. Dopo di che parte il procedimento disciplinare che entro un mese si conclude. C’è anche la responsabilità per danno d’immagine, da valutare anche in base alla rilevanza mediatica dell’accaduto (l’addebito non può essere inferiore a sei mensilità). Il dirigente non potrà più voltarsi dall’altra parte perché rischia il licenziamento e la condanna per omissione di atti d’ufficio.

 

– SCIA UNICA E SPORTELLO ‘AMICO’ PER APRIRE ATTIVITA’. Messa a punto di modelli standard e sportelli unici per la presentazione della segnalazione di inizio attività, richiesta per aprire un’impresa, dal capannone industriale al bed&breakfast, o per le ristrutturazioni. Ogni amministrazione dovrà caricare sul suo sito web la documentazione e non potrà chiedere ulteriore materiale. Le novità si dovrebbero combinare con il resto della riforma che prevede anche il limite di 18 mesi per l’azione dello Stato in autotutela (tempo massimo per bloccare un’attività in nome di un superiore interesse pubblico). Inoltre vale anche qui la regola del silenzio-assenso (massimo un mese di tempo per rispondere al cittadino). Seguirà un codice con la mappatura dei procedimenti.

– RESTYLING CONFERENZA SERVIZI, TEMPI CERTI E ITER WEB. Arriva la Conferenza dei servizi versione light. Le novità dovrebbero trasformare il tipico ‘carrozzone’ amministrativo in un moderno organo decisionale: le riunioni diventano telematiche, massimo 60 giorni per le decisioni, ci sarà un rappresentante unico per ogni livello di governo e l’amministrazione proponente potrà decidere in difformità rispetto agli altri enti coinvolti, con la possibilità in questi casi di adire la presidenza del Consiglio, che dovrà sbrogliare la matassa entro cinque mesi.

– IN ARRIVO STABILIZZAZIONE MAESTRE E INTESA COMPARTI P.A. Se non in questo Cdm nel prossimo: è ormai pronto il decreto che risolve la situazione di 5 mila precarie storiche, con oltre 36 mesi di servizio in asili nido e scuole dell’infanzia. Atteso anche il via libera del Cdm all’accordo che ha ridotto a quattro, da undici, i comparti in cui si divide il pubblico impiego e da cui derivano poi altrettanti contratti. Dall’intesa, che ora deve ricevere anche l’ok dalla Corte dei Conti, dipende di fatto la riapertura del tavolo sui rinnovi. Se tutto procede con ordine la convocazione dei sindacati arriverà in estate. Gli aumenti salariali saranno graduati per fasce di reddito, di più e prima a chi ha meno secondo criteri di proporzionalità o turnazione. Intanto è stato messo a punto il decreto che sblocca le risorse anche per i dipendenti di enti locali e sanità (altri 300milioni circa in carico alle singole amministrazioni).