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Donald Trump sveglia la Borsa. Ma le aziende di moda boicottano Ivanka

WASHINGTON – Donald Trump sveglia la Borsa, Wall Street ha raggiunto nuovi massimi. Intanto però molti negozi di moda hanno iniziato a abbandonare i prodotti firmati con il nome di Ivanka, la figlia del neo presidente degli Stati Uniti. Temono gli effetti negativi del boicottaggio scatenato dalle affermazioni e dai racconti sessisti dello stesso Trump.

I rivenditori hanno iniziato a piantare in asso il marchio di Ivanka sotto la crescente pressione del boicottaggio anti-Trump. La scorsa settimana il primo ad annunciare di aver dismesso la linea di scarpe della first daughter è stato Shoes.com, dopo il lancio della campagna GrabYourWallet. Il boicottaggio lanciato in rete l’11 ottobre da Shannon Coulter, invita a non acquistare appunto i prodotti Trump.

Da allora un gruppo crescente di donne ha iniziato a boicottare la linea eponima di Ivanka di abbigliamento, gioielli, profumi e accessori. L’invito è rivolto anche ai negozi che portano il marchio – tra cui Nordstrom, Bloomingdale e Macy – a smettere di vendere i suoi oggetti. Anche il provider di interior design Bellacor ha aderito alla protesta, togliendo dal suo sito web molti oggetti della serie “Trump Home”. Mentre i rivenditori che si rifiutano di scaricare il marchio, finiscono sulla lista nera delle aziende a loro volta boicottate.

Lo scenario si aggrava in vista del 25 novembre, il famoso black friday, cioè il giorno dei prezzi più bassi dell’anno, con 137,4 milioni di americani pronti a sfoderare le carte di credito. Secondo la Federazione nazionale dei retailer (Nrf), è previsto un incremento complessivo delle vendite del 3,6% nella stagione natalizia. Ma l’abbuffata di shopping del dopo festa del Ringraziamento, rischia di non essere tale per la figlia del neo eletto presidente.

Per il Wall Street Journal però le cose stanno in tutt’altro modo. Il quotidiano finaziario guarda alla Borsa: gli indici S&P 500, Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq Composite hanno segnato una tripletta da record lunedì con gli stock che hanno esteso la raccolta post elezioni.

Lunedì gli stock sono aumentati in generale, trainati da rialzi nel comparto energia con i prezzi del petrolio degli Stati Uniti che hanno raggiunto i livelli più alti in tre settimane. Il Dow è salito 88.76 punti, o 0,5%, a 18.956,69, sopra la chiusura record di 18.923,06 del 25 novembre. S&P 500 è salito 16.28 punti, o 0,7%, a 2.198,18, chiudendo sopra il record del 15 agosto di 2.190,15. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 47.35 punti, o 0,9%, a 5.368,86, oltrepassando il suo record di 5.339,52 raggiunto il 22 settembre. L’ultima volta che i tre indici principali hanno registrato chiusure da record nello stesso giorno era il 15 agosto.

Che cosa significa? Che gli investitori si sono concentrati nelle banche, hanno acquistato titoli sanitari e industriali scommettendo che il presidente eletto Donald Trump avrebbe allentato la regolamentazione e aumentato la spesa in infrastrutture. Allo stesso tempo, hanno ritirato i buoni del Tesoro e le loro deleghe di borsa, che sono meno attraenti per gli investitori quando i tassi di interesse salgono.