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Easyjet teme Brexit e…chiede asilo in un altro Paese Ue

ROMA – La Brexit spaventa Easyjet che ora ha chiesto “asilo” in un altro Paese europeo. La compagnia aerea low cost non vuole perdere i diritti di volo europei, che sono garantiti solo alle compagnie comunitarie, e così avrebbe avviato una serie di colloqui con i principale enti regolatori dei paesi nell’Unione europea per trovare una nuova sede dove traslocare e lasciare la Gran Bretagna. Probabilmente ci vorranno mesi per definire i dettagli del ‘trasloco’, tuttavia il management avrebbe già avuto colloqui preliminari con una manciata di Stati membri in merito alla possibilità di rilasciare un certificato di operatore aereo che consentirebbe l’insediamento della sede della società.

Lucio Cillis su Repubblica scrive che la domanda di Easyjet è arrivata appena 8 giorni dopo che i Leave hanno vinto al referendum sul Brexit:

“Il certificato, emesso dall’autorità per il trasporto aereo di ciascun Paese (come l’Enac in Italia), “dovrà consentire a easyJet di volare in tutta europa come facciamo oggi” ha scritto la compagnia in una nota. Easyjet ha avviato “un procedimento formale per acquisire” il certificato che, in questo modo, garantirà stabilità al vettore di stanza in Gran Bretagna che rischia, una volta uscita Londra dall’Unione, di dover ricontrattare tutti i diritti di volo, e dunque di veder sfumare la possibilità di effettuare le tratte oggi esistenti.

EasjJet ha visto nelle ultime ore addensarsi molte nubi sulla sua rotta. Prima le difficoltà per il suo futuro “comunitario” poi il profit warning e ora il cambio di passo, a sorpresa e molto deciso, in direzione dell’Europa. La seconda compagnia europea low cost per importanza, la terza in Italia, ha così scelto la via del colpo di teatro, una mossa che le consentirà di mantenere gran parte dei collegamenti che nel corso degli anni le hanno garantito ottimi profitti.

Resta però incerta la questione legata ai voli da e per la Gran Bretagna, che subiranno, quasi sicuramente, un drastico taglio nei prossimi mesi e nel contempo anche i profitti di easyJet saranno trascinati in basso. Già Ryanair ha ammesso che nel corso del 2016 e del 2017 diminuiranno gli investimenti nel Regno Unito e i prezzi dei biglietti aumenteranno considerevolmente (“di almeno il 20% in più” ha spiegato il numero due del vettore irlandese Kenny Jacobs) proprio per il calo di possibili rotte da e per l’Uk”.


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