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Emergenza elettricità in Francia ma…a pagare sono gli italiani: 1,5mln in più in bolletta

ROMA – Le centrali nucleare in Francia si fermano per accertamenti e così Parigi, sotto emergenza elettricità, è stata costretta a importare un surplus dai paesi confinanti. L’emergenza dunque è francese, ma a pagare sono gli italiani, che si ritroveranno almeno 1,5 miliardi di euro in più in bolletta in quattro mesi.

Luca Pagni su Repubblica scrive che la Francia ha un deficit di produzione e deve importare elettricità dai paesi vicini, che invece di guadagnare dalla vendita rischiano di pagare di più e per l’Italia il costo stimato sarebbe di almeno 1,5 miliardi di euro:

“A Parigi, le autorità di controllo hanno deciso il fermo straordinario di un terzo degli impianti nucleari (21 su 58), dopo la scoperta di una anomalia nel “cappotto” di cemento che protegge il reattore nella centrale in costruzione a Flamanville, in Normandia; ultimo di una serie di problemi che ha già fatto rinviare di cinque anni l’inaugurazione del nuovo impianto. I tecnici hanno scoperto un eccesso di carbonio nel “guscio” protettivo, anomalia che potrebbe essersi verificata anche in altre centrali e hanno disposto immediati controlli”.

Il fermo iniziato a settembre non finirà prima di dicembre e coincide con la stagione fredda, ma rischia di essere prolungato fino a febbraio se si presentassero problemi di qualche tipo durante i controlli:

“Il fatto positivo per l’Italia è che le centrali a gas del centro-nord, di solito ferme per una parte parte della giornata (a causa del boom delle rinnovabili, del numero eccessivo di impianti e del calo della produzione industriale) ora sono tornate a produrre e vendono energia in Francia. Peccato che i prezzi nelle Borse elettriche dei vari paesi siano saliti, complice l’aumento della domanda e – in parte – del costo della materia prima gas, vista in rialzo con l’approssimarsi dell’inverno. Ma non solo: di solito è la Francia a calmierare i prezzi verso il basso, mentre ora sono i paesi confinanti a livellarlo verso l’alto, perché l’elettricità prodotta da gas e carbone costa di più rispetto al nucleare. Una dinamica di prezzi accentuata dalla speculazione sulle Borse elettriche. Non ci sono ripercussioni, invece, in Germania, perché già da qualche anno esporta il suo surplus di energia rinnovabile”.

Viene da chiedersi allora perché sia proprio l’Italia a dover pagare per la Francia, scrive Repubblica:

“Perché il “prezzo unico nazionale” (Pun) si aggirava fino ai primi di ottobre intorno ai 45 euro per megawattora, ma l’effetto “Francia” lo ha fatto salire in media di 10-15 euro. In certe giorni in cui l’apporto calmierante delle rinnovabili è inferiore al solito, si è arrivati a 70 euro. Quindi, hanno calcolato gli esperti, se l’emergenza dovesse prolungarsi per quattro mesi (fino a febbraio), gli extra costi si aggirerebbero sul miliardo e mezzo. E i primi effetti potrebbero già vedersi sulla revisione trimestrale delle bollette che verrà annunciata a fine anno”.


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