Economia

Eni, al via anche in Italia il progetto “Inspiring Girls”

Eni, al via anche in Italia il progetto "Inspiring Girls"

Eni, al via anche in Italia il progetto “Inspiring Girls”

ROMA – “Fare sempre le proprie scelte con consapevolezza e libertà” con questo messaggio Chiara Cerruti, ingegnere chimico Eni ha portato la sua testimonianza a “Inspiring Girls Italia“, iniziativa sostenuta da Eni e Intesa SanPaolo, che si è tenuta questa mattina a Milano, alla Fabbrica del Vapore, nell’ambito del mese delle Stem, promosso dal Comune per favorire l’approccio delle ragazze alle materie tecnico-scientifiche.

Quello di Chiara Cerruti, che è  stata responsabile di progetto in Nigeria, Congo, Mozambico e altre aree dove Eni opera nel campo dell’Oil and gas e vi ha affiancato anche la guida di progetti sociali, è stato il primo “role model” presentato ad una platea di ragazze e ragazzi liceali, per dimostrare la tenacia e la determinazione nel “rompere gli stereotipi” che vogliono le donne confinate nei mestieri e nei ruoli tradizionali. L’iniziativa, nata in Inghilterra da un’idea di Miriam Gonzalez – presente oggi, e intervenuta per un saluto iniziale – è stata importata dall’associazione “Valore D” (che raccoglie 160 aziende che hanno attenzione alla parità di genere). “Siamo molto orgogliosi – ha spiegato Grazia Fimiani, Direttore risorse umane di Eni – di esser partner di questa iniziativa. Siamo convinti che sia la strada giusta per intercettare e far crescere il talento delle nostre giovani generazioni in coerenza con lo spirito dei nostri tempi e siamo consapevoli che abbiamo una responsabilita’ che va oltre gli obiettivi di crescita dell’azienda, ma ha lo scopo di mettere il nostro impegno al servizio della cultura e dello sviluppo sociale del nostro Paese”.

In effetti, dai dati mostrati nella mattinata ci sono interi comparti del mondo del lavoro nel campo tecnologico che cercano figure professionali, anche femminili, e non le trovano, mentre dall’altro lato spesso le donne sono indirizzate a scegliere percorsi convenzionali che poi non hanno le stesse possibilita’ di sbocco: lo ha fatto notare, nel suo intervento anche Claudia Parzani, prima presidente di Valore D e ora a capo di Inspiring girls.

Già a 6 anni i bambini classificano i lavori come maschili e femminili e a 13 anni non aspirano nemmeno ad alcune professioni in base a pregiudizi di genere. Questi sono alimentati, spesso, dai ruoli proposti nei media: sono solo il 30% i film che hanno come protagoniste ragazze, secondo dati Gender in Media 2015, appena il 4% le strade che portano il nome di donne celebri e appena il 3% le donne che hanno vinto Nobel nel campo scientifico. Puntare sull’educazione e sullo scardinare gli stereotipi fin dalla più tenera età: questo l’obiettivo delle associazioni e delle aziende promotrici, in sinergia con gli obiettivi del ministero dell’Istruzione.

In questo senso l’intervento di Valeria Fedeli, titolare del dicastero, che ha inviato un video messaggio: “Fin dalla scuola che è la prima agenzia educativa del Paese, dobbiamo fornire alle ragazze modelli di donne che le ispirino a scegliere ciò che vogliono essere al di la’ degli stereotipi. Inseriremo nei piani di studio della letteratura autrici come Grazia Deledda e altre figure femminili nella fisica, nella chimica, nella matematica. Faremo partecipare le bambine a giochi che rendano appetibili le materie scientifiche. Se non si superano le barriere continueremo ad assistere ad un inutile spreco di capitale umano, quello femminile

 

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