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Equitalia morta e resuscitata, le multe si pagano ma non gli interessi

ROMA – Equitalia sarà sciolta e a partire dal 1 luglio 2017, le multe non saranno rottamate ma non si pagheranno più gli interessi. Renzi ha precisato che nel decreto fiscale non c’è “condono ma si dice che non si pagano gli interessi che sono stati aumentati talvolta al doppio o al triplo in modo scandaloso”.

Saranno rottamati, ma solo parzialmente, per la parte interessi, tutti gli importi, come Irpef, Irap, contributi previdenziali e multe stradali, affidati per la riscossione ad Equitalia dal 2000 al 2015: si dovranno pagare le cifre dovute ma senza le sanzioni amministrative e gli interessi di mora. Si dovranno pagare quindi la quota capitale, gli interessi legali, aggio e costi di notifica. Sulle cartelle relative alle multe stradali, che rientrano nella sanatoria si pagherà la sanzione amministrativa (ossia l’importo della multa) ma non gli interessi.

Al posto di Equitalia sarà istituito un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Mef. Lo si legge nel testo del decreto fiscale, bollinato dalla Ragioneria e datato 21 ottobre. Presidente dell’ente sarà il direttore dell’Agenzia delle Entrate.

In giro non c’è molta fiducia che la pressione fiscale che grava sugli italiani si attenui:

“Equitalia non chiude, cambia solo nome. Un po’ come nel film di Checco Zalone con le province che si trasformano in città metropolitana….”, scrive su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto.

Le multe sono escluse dalla rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale. Nel testo del provvedimento su “disposizioni urgenti in materia fiscale per il finanziamento di esigenze indifferibili”, datato 21 ottobre e bollinato dalla Ragioneria e firmaato da Mattarella, si specifica che tra i carichi esclusi dall’operazione compaiono anche “le sanzioni amministrative per violazione del Codice della strada”.

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Le risorse destinate all’attivazione, la locazione e la gestione dei centri di accoglienza per stranieri irregolari sono incrementate di 600 milioni nel 2016. Lo si legge nel testo del decreto fiscale. Inoltre, quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono i richiedenti asilo è autorizzata la spesa di 100 milioni per il 2016 e l’istituzione di uno specifico fondo. Un decreto del ministero dell’Interno definirà le modalità di riparto delle risorse per un massimo di 500 euro a richiedente.