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Equitalia, rateizzazione debito per “decaduti”: come funziona

ROMA – Equitalia dà la possibilità di rateizzare il proprio debito con il Fisco per chi non ha usufruito di questa possibilità entro il 30 giugno 2016. Il pagamento del debito può essere dilazionato al massimo in 72 rate.

Il sito Qui Finanza spiega come si può accedere a questa rateizzazione:

Quali sono le condizioni?

– la richiesta di riammissione deve essere fatta improrogabilmente entro e non oltre il 20 ottobre 2016;

– il contribuente riammesso alla rateizzazione decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive; fino alla data di  effettiva presentazione della domanda di riammissione, Equitalia può attivare le procedure cautelari/esecutive per il recupero del debito.

Cosa succede dopo il 20/10/2016?

Il contribuente decaduto può essere riammesso alla rateizzazione, a prescindere dalla data della decadenza, ma a condizione che le rate scadute siano integralmente pagate al momento della domanda.

Come fare per richiedere la riammissione alla rateizzazione?

Il modulo per chiedere la riammissione al beneficio della rateizzazione (mod. RR1) è disponibile sia allo sportello sia nelle seguenti sezioni del Portale Equitalia: Modulistica Rateizzazione; Rateizzazione cittadini; Rateizzazione imprese.

Inoltre con la Legge 160 del 7/8/2016 viene aumentata da 50mila a 60mila euro la soglia di importo del debito per poter richiedere la rateizzazione presentando una domanda semplice (anche online), senza aggiungere alcuna documentazione e dichiarando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. In questo caso, si accede automaticamente al piano ordinario che consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni).

Concorre a determinare la soglia di 60 mila euro, oltre all’importo per cui si richiede la rateizzazione, anche il debito residuo di piani di dilazione già in corso.

Si può scegliere tra rate costanti o rate crescenti.