Blitz quotidiano
powered by aruba

European Round Table Industrialists: perché Ue è importante

ROMA – “Perché l’Europa è importante”: riceviamo e pubblichiamo la lettera dei 51 dirigenti di imprese di Paesi dell’Unione europea che formano la European Round Table of Industrialists. Tra loro, gli italiani Vittorio Colao (Vodafone), Claudio Descalzi (Eni), John Elkann, (Fca), Rodolfo De Benedetti (Cir).

Nell’illustre, ma talvolta tormentata, storia dell’Europa, ci sono stati molti momenti cruciali. Oggi ci troviamo nuovamente di fronte a un bivio. Dall’inizio di questo decennio, l’Europa è stata messa alla prova dai problemi con l’Euro, dal terrorismo, dalle migrazioni, e ora dalle conseguenze di una potenziale “Brexit”. Mentre prosegue il dibattito su questi importanti temi, il valore dell’Unione europea viene messo in discussione.

Noi della European Round Table of Industrialists (ERT) riteniamo che le motivazioni per le quali l’Europa debba restare unita e lavorare compatta non siano mai state più forti. La nostra organizzazione rappresenta oltre 50 aziende europee che danno lavoro a quasi 7 milioni di persone nell’area.

Il nostro continente ha tratto benefici incommensurabili dall’Unione europea. Fin dalla sua origine, l’Unione è stata una forza di cambiamento positiva in termini economici, sociali, di sicurezza e qualità della vita. Nel corso degli ultimi 60 anni, tante imprese sono cresciute e le famiglie hanno mediamente migliorato il proprio tenore di vita grazie ai legami più stretti tra i popoli e le istituzioni di tutta Europa.

I fatti dimostrano ciò. L’Unione europea è attualmente la principale economia nonché il più grande blocco commerciale del mondo. Oggi, mezzo miliardo di persone nell’Ue generano 14 trilioni di euro di prodotto interno lordo. L’Unione europea rappresenta il il 16% delle importazioni ed esportazioni globali e ha negoziato accordi commerciali con numerosi paesi in tutto il mondo. Questa dimensione ci garantisce una notevole forza negoziale nell’ambito delle trattative commerciali internazionali, oltre alla capacità di difendere i nostri posti di lavoro e le nostre attività economiche da possibili minacce esterne.

La liberalizzazione dei mercati in settori quali le telecomunicazioni, il trasporto aereo e l’energia ha portato più ampie possibilità di scelta, più concorrenza ed efficienza. Viaggiare su strada, rotaia o per via aerea oggi è diventato molto più facile grazie alla legislazione europea. I consumatori possono contare su misure di sicurezza alimentare che rappresentano un punto di riferimento per il resto del mondo; i farmaci nel nostro continente sono regolati da leggi comuni. La collaborazione su progetti di ricerca industriale e scientifica è stata facilitata da iniziative dell’Unione europea; le regioni più povere hanno visto crescere le proprie prospettive economiche grazie ai fondi comunitari.

L’Unione europea deve essere certamente migliorata. Il lavoro per affrontare le sfide che il nostro continente ha davanti non è finito. Di particolare urgenza, oggi, è la cooperazione transfrontaliera nell’ambito della sicurezza contro il terrorismo e per affrontare le cause e le conseguenze della crisi dei rifugiati.

L’Europa, inoltre, ha bisogno di un mercato dell’energia più integrato ed efficiente, al fine di salvaguardare gli approvvigionamenti e ridurre le emissioni di gas serra, assicurando nel contempo la competitività del sistema. L’istruzione e la formazione in ambito europeo necessitano di un miglioramento continuo, in modo che i cittadini possano avere maggiori possibilità di successo nel mercato del lavoro. Le piccole imprese devono poter accedere ai mercati dei capitali e alle risorse umane oltre i confini nazionali. Dobbiamo utilizzare pienamente il potenziale della digitalizzazione e dell’innovazione per creare un vero mercato unico digitale. Ciò consentirà di innalzare le competitività delle aziende europee, grandi e piccole, di creare posti di lavoro e alimentare la crescita economica.

Il disfacimento del mercato unico e delle norme comuni ai 28 paesi ridurrebbe, e non aumenterebbe, la prosperità del nostro continente. Gli investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro traggono beneficio da una Europa unita. Per questo, pur rispettando la decisione dei cittadini britannici, riteniamo che un’Europa senza Regno Unito sarebbe più debole, così come sarebbe più debole lo stesso Regno Unito al di fuori dell’Europa.

Nessuno Stato membro può risolvere da solo i problemi attuali, oggi più che mai è necessario che i popoli e le nazioni europee lavorino insieme nell’ambito dell’Unione.

In qualità di leader di alcune delle più grandi aziende in Europa, chiediamo una rinnovata fiducia nell’Unione europea come primo passo per affrontare le nostre sfide comuni. Solo un approccio congiunto ai problemi ci consentirà di ottenere i cambiamenti necessari a migliorare le condizioni di vita e di lavoro della popolazione europea, soprattutto nell’interesse dei giovani e delle generazioni future.

The European Round Table of Industrialists

  • Benoît Potier, Chairman and Chief Executive Officer Air Liquide
  • Nils S. Andersen, Group CEO A.P. Møller-Mærsk
  • Vittorio Colao, Chief Executive Vodafone Group
  • Jean-Paul Agon, Chairman and Chief Executive Officer L’Oréal
  • José María Álvarez-Pallete, Chairman and CEO Telefónica
  • Paulo Azevedo, Chairman and Co-CEO Sonae
  • Ben van Beurden, Chief Executive Officer Royal Dutch Shell
  • Kurt Bock, Chairman of the Board of Executive Directors BASF
  • Jean-François van Boxmeer, Chairman and CEO Heineken
  • Carlo Bozotti, President and CEO STMicroelectronics
  • Svein Ric Brandtzaeg, President & CEO Norsk Hydro
  • Ton Büchner, CEO & Chairman of the Board of Management AkzoNobel
  • Paul Bulcke, Chief Executive Officer Nestlé
  • Pierre-André de Chalendar, Chairman & CEO Saint-Gobain
  • Jean-Pierre Clamadieu, Chairman of the Executive Committee and CEO Solvay
  • Iain Conn, Chief Executive Centrica
  • Ian Davis, Chairman Rolls-Royce
  • Rodolfo De Benedetti, Chairman CIR
  • Claudio Descalzi, Chief Executive Officer Eni
  • Wolfgang Eder, Chairman and CEO voestalpine
  • Henrik Ehrnrooth, President and CEO KONE
  • John Elkann, Chairman FCA
  • Christoph Franz, Chairman of the Board F. Hoffmann-La Roche
  • Ignacio S. Galán, Chairman & CEO Iberdrola
  • Zsolt Hernádi, Chairman and CEO MOL
  • Heinrich Hiesinger, Chairman of the Executive Board ThyssenKrupp
  • Timotheus Höttges, Chief Executive Officer Deutsche Telekom
  • Frans van Houten, President and Chief Executive Officer Royal Philips
  • Pablo Isla, Chairman and CEO Inditex
  • Leif Johansson, Chairman Ericsson
  • Joe Kaeser, President and Chief Executive Officer Siemens
  • Bruno Lafont, Co-Chairman of the Board of Directors LafargeHolcim
  • Thomas Leysen, Chairman of the Board Umicore
  • Martin Lundstedt, President and CEO Volvo Group
  • Bill McDermott, CEO SAP
  • Nancy McKinstry, CEO and Chairman Executive Board Wolters Kluwer
  • Gérard Mestrallet, Chairman & CEO ENGIE
  • Lakshmi N. Mittal, Chairman and Chief Executive Officer ArcelorMittal
  • Dimitri Papalexopoulos, Managing Director Titan Cement
  • Jan du Plessis, Chairman Rio Tinto
  • Patrick Pouyanné, Chief Executive Officer TOTAL
  • Norbert Reithofer, Chairman of the Supervisory Board BMW Group
  • Stéphane Ric, Chairman & CEO Orange
  • Kasper Rorsted, Chief Executive Officer Henkel1
  • Güler Sabanci, Chairman Sabanci Holding
  • Risto Siilasmaa, Chairman Nokia
  • Tony Smurfit, Group Chief Executive Smurfit Kappa Group
  • Ulrich Spiesshofer, Chief Executive Officer ABB
  • Carl-Henric Svanberg, Chairman BP
  • Johannes Teyssen, Chairman and Chief Executive Officer E.ON
  • Jacob Wallenberg, Chairman Investor AB