Economia

Facebook e Whatsapp nel mirino Ue: sotto la lente le modifiche alla privacy

Facebook e Whatsapp nel mirino Ue: sotto la lente le modifiche alla privacy

Facebook e Whatsapp nel mirino Ue: sotto la lente le modifiche alla privacy

NEW YORK – Dopo la stangata ad Apple sull’evasione fiscale, la Commissione europea prende di mira Facebooke  Whatsapp. La commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha chiesto informazioni sull’uso dei dati da parte di Whatsapp alla luce delle modifiche decise dalla società alle norme sulla privacy.

La richiesta di informazioni non si traduce automaticamente in nessuna azione da parte dell’Unione europea: “Vedremo cosa faremo con le risposte ottenute”, ha chiarito la commissaria. Ma rischia di alimentare le tensioni fra le due sponde dell’Atlantico, con gli Stati Uniti che ritengono ci sia un’accanimento dell’Ue contro le aziende americana.

Le domande presentate a Facebook sono in linea con il via libera concesso due anni fa della commissione europea alla fusione fra il colosso di Mark Zuckerberg e Whatsapp, afferma il commissario europeo alla concorrenza. Allora, infatti, la separazione dei dati fra le piattaforme di Facebook, inclusa la chat di messaggistica, è stata un “fattore decisivo nel via libera all’acquisizione”. E anche se sono passati due anni il tema dei dati resta “ancora parte della decisione, per questo poniamo domande per capire cosa succede” mette in evidenza Vestager.

Le modifiche introdotte sono nel mirino anche delle autorità europee della privacy. Le modifiche introdotte da Whatsapp riguardano la possibile comunicazione fra le aziende e i clienti attraverso la sua chat come già avviene su Messenger. Ma anche il collegamento dei numeri di telefono degli utenti con i sistemi di Facebook, in modo che il social network possa offrire migliori suggerimenti di amici e mostrare inserzioni più pertinenti.

Un affondo su Facebook da parte delle autorità europee rischierebbe di infliggere un nuovo colpo alle relazioni fra Stati Uniti ed Unione europea. La richiesta di informazioni al social network si va infatti ad aggiungere all’azione da 13 miliardi di euro contro Apple, alle indagini antitrust in corso su Google, e a quelle su Amazon per l’accordo fiscale in Lussemburgo. Ad aprire il fronte europee contro Corporate America, e soprattutto la Silicon Valley, era stato Mario Monti, comminando a Microsoft una sanzione da 497 milioni.

E trema, ma per l’incertezza del suo futuro, Twitter. La società che cinguetta continua a perdere in Borsa fra rumors di taglio dei costi e possibile vendita. Secondo quanto riportato dalla Cnbc, non ci sarebbe sul tavolo alcuna offerta per Twitter. Il consiglio di amministrazione ha concesso “alcuni trimestri” in più all’amministratore delegato Jack Dorsey per risollevare le sorti della società. Le misure allo studio includerebbero anche licenziamenti e vendita di alcuni asset.

Twitter potrebbe interessare ad alcuni big, ma gli analisti sono scettici sul prezzo della società che ‘cinguetta’, che ritengono troppo alto per un’azienda con conti in rosso. Walt Disney è una delle papabili candidate a Twitter, mentre Facebook sarebbe fuori dalla corsa. L’acquisizione per Facebook non avrebbe molto senso considerato che il social network ha in casa le risorse per creare un servizio analogo.

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