Economia

Fca, bene l’utile nel trimestre: target 2017 a 3 miliardi. Marchionne: “Sono fiducioso”

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Fca, bene l’utile nel trimestre: target 2017 a 3 miliardi. Marchionne: “Sono fiducioso”

TORINO – Fca (Fiat Chrysler Automobiles) chiude un trimestre record con un utile netto pari a 910 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto all’analogo periodo del 2016, e conferma gli obiettivi del 2017, in particolare quello di un risultato netto adjusted a 3 miliardi di euro.

“Sono fiducioso sulla possibilità di raggiungere i target indicati per il 2018. Il gruppo è in buone condizioni”, ha commentato l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, nella conference call con gli analisti finanziari.

Il manager conferma che è rinviato al 2018 l’eventuale spin off di Magneti Marelli (“Dovremo discuterne in consiglio di amministrazione – spiega – ma la posizione iniziale del board è positiva”) e non garantisce il break even di Alfa Romeo entro quest’anno.

I conti del trimestre sono superiori alle attese: l’utile netto adjusted è in rialzo del 25% a 922 milioni di euro, l’ebit adjusted aumenta del 17% a 1,758 miliardi (+23% a parità di cambi) ed è in leggera crescita. Sono invece in calo del 2% a 26,4 miliardi di euro i ricavi (+2% a parità di cambi), stabili le consegne globali pari a 1.123.000 veicoli, in linea con il terzo trimestre 2016.

L’indebitamento netto industriale, a causa dell’impatto negativo dei cambi, arriva a 4,4 miliardi, 189 milioni in più di giugno. Il gruppo punta così a raggiungere gli obiettivi indicati: oltre l’utile adjusted, si attendono ricavi netti tra 115 e 120 miliardi, un ebit adjusted maggiore di 7 miliardi e un indebitamento netto industriale inferiore a 2,5 miliardi.

Marchionne invita a essere cauti sulla guida autonoma perché “si può distruggere molto valore”. Definisce l’accordo raggiunto con Bmw, Intel e MobilEye “la soluzione tecnicamente corretta al giusto prezzo. In giro molti stanno sperimentando, ma la maggior parte delle start up sparirà. Se le insegui rischi di perderti. Ho sentito abbastanza critiche, ma la verità è che questa materia è complessa, richiederà tempo e impegno: non bisogna andare dietro alle chiacchiere, non ci sono scorciatoie”, osserva.

Nella classifica delle principali società italiane di Mediobanca, intanto, Enel, Eni e Gse scippano il podio a Fca Italia, rimasta orfana di Exor dopo il trasloco in Olanda.

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