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Borse, 2016 inizia con lunedì nero. Crollo Cina, male Ue-Usa

MILANO – Doveva essere un giorno di festa. E’ finito con il crollo cinese, con un tonfo in Europa con i listini del Vecchio Continente che hanno bruciato 264 miliardi, e con un’apertura da record (negativo) negli Usa. Per l’occasione, a Piazza Affari, c’era anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. All’ordine del giorno: la Ferrari al debutto alla borsa italiana di Milano, nota come Piazza Affari. 

E’ andata malissimo: il titolo è sceso sotto quota 42 euro e poi è stato sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso.  Non sembra avere portato fortuna la fanfara con diretta tv e passerella di Matteo Renzi, Sergio Marchionne e John Ekann anche se la colpa di quanto è successo è in Oriente, da dove è partito lo tsunami di Borsa della prima settimana dell’anno. A essere superstiziosi, chi dei tre se la passerà peggio in questo anno bisestile appena iniziato?

Succede che nella prima seduta dell’anno Shanghai e Shenzen crollano. Cedono 7 punti e vengono chiuse in anticipo. Circostanza prevista da un nuovo regolamento cinese appena entrato in vigore.  In ribasso anche Tokyo, -3,06%. Il crollo asiatico si porta giù tutta Europa. In media si perde attorno al 3%. Male ovunque, anche a Milano che a fine giornata cede il 3.2%. In Europa non si reagisce neppure alle buone notizie sull’indice manifatturiero: Italia al top in Eurozona, ai massimi dal 2011. E la Ferrari, nel giorno della festa, viene travolta dallo Tsunami dell’Est.

E la tendenza al crollo si dimostra tale anche in Europa dove i listini bruciano in tutto 264 miliardi: Wall Street realizza una perdita in apertura subito sotto i due punti percentuali. Esattamente, l’indice segna -2,5%: si tratta del peggiore inizio d’anno dal 1932. E anche la chiusura è in territorio negativo per New York. Il Dow Jones perde l’1,58% a 17.150,58 punti, il Nasdaq cede il 2,08% a 4.903,09 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,51% a 2.012,98 punti.

Il titolo Ferrari aveva chiuso a 48 dollari (circa 44 euro ad azione) a Wall Street nell’ultima seduta dello scorso anno. Il prezzo del titolo nell’ultimo contratto chiuso prima della sospensione a Milano è stato di 41,75 euro, in calo di circa il 5% rispetto alla chiusura di New York. La Rossa di Maranello aveva debuttato sul listino di New York a 52 dollari ad azione lo scorso ottobre, pari a circa 47,73 euro.

Ma non è solo la Ferrari a avere sofferto in questo piovoso lunedì 4 gennaio 2016. Come ha informato la agenzia di stampa Ansa alle 9,54, è stato un

“avvio d’anno in profondo rosso per le borse europee, zavorrate dai dati sull’industria cinese e dalle tensioni in Medio Oriente. Milano non fa eccezione, con il Ftse Mib in calo del 2% mentre Ferrari scivola al debutto a 42,75 euro e Fca quota 8,53 euro dopo lo scorporo. Male anche Exor (-3,1%) e Cnh (-3,5%), vendite su Mediolanum (-4,5%) e Stm (-3,4%). Tra i big soffrono Telecom (-3%), Enel (-1,85%) ed Eni (-1,7%), venduti anche i bancari con Mps (-2,7%), Ubi e Mediobanca (-2,5%)”.

Pioggia e testa coda a parte, a Piazza Affari è stato il grande giorno del debutto della Ferrari: dopo lo sbarco a Wall Street dello scorso 21 ottobre, le azioni del Cavallino rampante debuttano anche nella Borsa di Milano.

“Con la quotazione si è aperto un nuovo capitolo. E’ un nuovo traguardo, una nuova partenza”. Così il presidente Ferrari Sergio Marchionne dopo il debutto della casa di Maranello in Borsa. “Competere sul listino di Milano per la Ferrari è come tornare alle origini”, ha aggiunto.

Per la cerimonia di avvio delle contrattazioni sono arrivati in Piazza Affari il premier Matteo Renzi e anche i vertici al completo di Ferrari e Fca, dall’azionista e presidente di Fca John Elkann al presidente di Ferrari Sergio Marchionne, dall’amministratore delegato Amedeo Felisa a Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo.

 


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