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Ferrari, Marchionne diventa anche ad. Primo trimestre record

ROMA – Ferrari, Marchionne diventa anche ad. Primo trimestre record. Le redini del Cavallino sono ora tutte nelle mani di Sergio Marchionne, non più solo presidente ma anche amministratore delegato della Ferrari. Un duplice ruolo che non sembra avere nulla di temporaneo, ma appare destinato a durare fino al 2018. La nomina – più volte data per fatta nell’ultimo anno – è stata deliberata, con effetto immediato, dal consiglio di amministrazione che ha approvato i conti da record del primo trimestre dell’anno e ha rivisto al rialzo le stime per il 2016.

Amedeo Felisa si ritira “dopo 26 anni di impegno al servizio della società”, ma continuerà a far parte del consiglio di amministrazione con l’incarico di consigliere tecnico della società. “Conosco Amedeo da più di un decennio e ho avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con lui negli ultimi due anni. E’ senza alcun dubbio uno dei migliori ingegneri automobilistici nel mondo”, commenta Marchionne.

Il numero uno della Ferrari è deluso dai risultati in Formula 1: “Vedere la Ferrari che soffre mi rompe l’anima. Non è nel Dna della squadra. Ero abituato a vedere la Ferrari di Schumacher”, ammette parlando alla presentazione delle nuove versioni della Fiat Tipo, a Torino, prima di volare a Maranello.

“La Rossa deve posizionarsi sul podio in modo stabile, ho massima fiducia nella squadra e ce la faremo. Dobbiamo colmare il gap alla velocità della luce”, spiega. Il primo trimestre 2016 “è stato il migliore di sempre” per la Ferrari, “incredibilmente forte” lo definisce Marchionne: un utile netto di 78 milioni di euro, in crescita del 19% sull’analogo periodo 2015, 1.882 consegne (+15%), ricavi netti cresciuti dell’8,8% a 675 milioni di euro.

L’indebitamento netto industriale, in flessione rispetto alla fine del 2015, scende a 782 milioni di euro. Migliorano gli obiettivi 2016: più di 7.900 consegne, incluse le supercar, ricavi netti pari a 3 miliardi, ebitda rettificato oltre 800 milioni, indebitamento netto industriale inferiore a 730 milioni. “Siamo cauti, non vogliamo deludere”, spiega Marchionne e nella conference call lascia intendere che i numeri potrebbero essere anche migliori.

“Potreste vedere un cambiamento man mano che i conti escono. Abbiate pazienza fino alla fine dell’anno. Resto molto ottimista sul futuro”. Quanto al debito netto della Ferrari darà una mano per ridurlo l’asse con Fca per il finanziamento delle auto di Maranello a livello europeo: è passata a Fca Bank una quota di maggioranza di Ferrari Financial Services Ag, finora controllata al 100% Ferrari Financial Service