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Ferrero (Nutella) miglior azienda italiana per reputazione

MILANO Ferrero, l’azienda che produce la Nutella, è la migliore impresa italiana per reputazione. La casa di Alba si aggiudica il diciottesimo posto mondiale nella classifica stilata ogni anno dal Repitation Institute, che valuta la reputazione delle aziende di tutto il mondo. 

Ferrero non è l’unica italiana nelle prime cento posizioni: Armani è trentaduesima, Barilla quarantatreesima, Lavazza settantasettesima. Pirelli, che però ormai è cinese, è quarantesima.

E questi non sono risultati da poco: secondo il Reputation Institute, questa voce vale una crescita compresa tra il 27 e il 37% per redditività e margini di un’azienda.

A livello globale la prima impresa è in assoluto Rolex, seguita da Walt Disney e Google: Volkswagen, che l’anno scorso era quattordicesima, con il ‘dieselgate’ è crollata al 123° posto.

La classifica viene stilata con indagini tra i consumatori nei Paesi del G8, più Brasile, Russia, India e Cina (i cosiddetti Bric), Corea del Sud e Messico.

A livello mondiale Rolex, la migliore del 2016, l’anno scorso era quarta e un forte passo avanti è stato fatto anche dalla Walt Disney (era sesta), mentre Google ha perso una posizione. Bene Microsoft (da undicesima a settima), in pesante calo Bmw (che ha perso il primato 2015 per l’attuale quarto posto) e Daimler (da terza a quinta): entrambe hanno pagato indirettamente il dieselgate che ha abbattuto Volkswagen.

In Italia interessante il movimento di Barilla, che si sta progressivamente riprendendo dalle dichiarazioni del settembre 2013 del suo presidente sull’intenzione di utilizzare nella pubblicità solo famiglie tradizionali e non coppie omosessuali: dal 34esimo posto del 2013 il gruppo alimentare l’anno successivo era crollato alla 55esima posizione, per risalire alla 46esima nel 2015, fino alla 43esima attuale. 

Come ha spiegato Michele Tesoro, amministratore delegato di Reputation Institute in Italia,

“un nostro studio negli Stati Uniti sui bilanci delle società quotate ha diviso quelle sopra la media reputazionale da quelle sotto: ne è emerso che le prime hanno una crescita di parametri come il return on equity o il rapporto tra valore d’impresa e il margine operativo lordo superiore tra il 27 e il 37%, mentre in Italia i grandi gruppi con elevata reputazione negli ultimi sei anni hanno raddoppiato il loro valore in Borsa, contro una stasi degli indici azionari generali di Piazza Affari”.