Economia

Fincantieri, il bilancio della “rinascita”: ok l’acquisto di Stx France, joint venture con i cinesi

Fincantieri, il bilancio della "rinascita": ok l'acquisto di Stx France, joint venture con i cinesi

Fincantieri, il bilancio della “rinascita”: ok l’acquisto di Stx France, joint venture con i cinesi

ROMA – Fincantieri, il bilancio della “rinascita”: ok l’acquisto di Stx France, joint venture con i cinesi. Il bilancio è quello “della rinascita” dopo la più lunga crisi della cantieristica, per usare le parole dell’amministratore delegato, Giuseppe Bono: segna il ritorno all’attivo dopo il “rosso” del 2015 e arriva nel giorno in cui Fincantieri firma l’accordo da 80 milioni di euro per acquisire il 66,66% dei cantieri navali di Stx France, la prima grande acquisizione italiana oltralpe dopo decenni.

Un’operazione, quella in Francia, che fa crescere ancora il colosso navalmeccanico italiano che, con i 12 miliardi dei cantieri francesi di Saint Nazaire, porta a 36 miliardi di euro l’attuale carico di lavoro per i prossimi anni e fa dire a Bono, agli azionisti riuniti in assemblea a Trieste, che si può arrivare a 40 miliardi entro la fine dell’anno.

Ora Fincantieri è il primo costruttore navale europeo, con Stx arriva a una quota del 60% nel settore della costruzione delle navi da crociera, ma Bono dice agli azionisti: “Dobbiamo crescere”, perché – spiega – la sfida per il futuro “è spingere ancora di più sulla strada del consolidamento dell’industria europea”. E non è solo un’indicazione strategica (“L’Europa ha la necessità di consolidare la propria industria; la competizione al suo interno le nuoce; la competizione deve essere fra Europa e resto del mondo”) ma un progetto concreto, già operativo, che guarda alla Cina all’Australia.

“Il governo cinese ha approvato ieri la parte finanziaria della joint venture” che Fincantieri ha prospettato con il Cantiere Cssc, primo produttore mondiale di navi con un fatturato di oltre 30 miliardi di dollari, si lascia quasi sfuggire Bono nel suo lungo resoconto agli azionisti, ricordando che con i cinesi c’è già un accordo per la costruzione, in Cina, di due navi più un’opzione per altre quattro.

E in Australia, Fincantieri è nella short list per una gigantesca gara per la costruzione di nove fregate della Marina Militare (gli altri sono gli inglesi di Bae Systems e gli spagnoli di Navantia). L’orizzonte si colloca nella primavera-estate del prossimo anno ma Bono dimostra agli azionisti di avere già le idee chiarissime: la francese Dcns, che sarà nella compagine societaria di Stx France (con il 12%) ha contratti in Australia per la costruzione di sottomarini e ora – dice Bono – si possono ipotizzare “importanti sinergie”.

L’assemblea celebra così, con un voto plebiscitario (99,94%) sul bilancio (14 milioni di euro di utile; 4,429 miliardi di fatturato; 267 milioni di Ebitda, la promessa del dividendo nel prossimo esercizio) l’operazione in Francia, “chiusa – dice Bono nel migliore dei modi”, dopo il via libera del Tribunale di Seul, arrivato la scorsa notte, e il parere sindacale non vincolante del Comitato d’impresa di Stx, giunto ieri sera tardi.

In Stx (2.600 dipendenti; 1,4 miliardi di euro di fatturato nel 2016), in base agli accordi conclusi ad aprile con il Governo francese, Fincantieri avrà il 48%, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste il 7%, mentre lo Stato francese manterrà una minoranza con potere di blocco del 33%. Insomma – commenta il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda – “una grande operazione di politica industriale europea che darà vita ad un campione globale del settore della navalmeccanica e della cantieristica”, dimostrando “come l’industria possa e debba rivestire una funzione chiave nella costruzione del futuro dell’Europa”.

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