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Referendum. Aumenta rischio vittoria No, Fitch taglia outlook Italia a negativo

NEW YORK – L’agenzia americana di rating Fitch rivede al ribasso l‘outlook dell’Italia, degradandolo da ‘stabile’ a ‘negativo’, con l’aumentare “dell’incertezza politica e dei rischi al ribasso“, scrive in una nota.

Nella notizia diffusa dalla agenzia di stampa Agi c’è un passaggio che stranamente la Ansa ha omesso. Secondo Fitch, condiziona

“i conti anche “l’incertezza politica” sull’esito dell referendum del 4 dicembre” che “ora è del tutto incerto mentre nella precedente revisione di aprile il si’ era dato in netto vantaggio sul no. E  una vittoria del no rappresenterebbe uno shock politico” e fermerebbe “le riforme costituzionali che aiuterebbero a creare un ambiente piu’ stimolante per le riforme economiche”.

Nel confermare il rating BBB+, Fitch mette in evidenza come l’economia sia rimasta ferma nel secondo trimestre anche se “tornerà a crescere nel terzo. Il prodotto interno lordo italiano, prosegue Fitch, è attualmente sopra i livelli del 2000 e il 7% al di sotto del picco del 2007, la peggiore performance nell’area euro ad esclusione della Grecia”.

La crescita debole dell’Italia “rende più difficile ridurre il debito, i crediti deteriorati delle banche e la disoccupazione, e rischia di aumentare l’appoggio ai partiti politici populisti”, afferma Fitch, sottolineando come le riforme costituzionali del referendum aiuterebbero a creare un clima più favorevole per le riforme economiche, “velocizzando il processo legislativo soprattutto riducendo il ruolo del Senato”.

Fitch rivede al ribasso la crescita dell’Italia, con il pil che salirà dello 0,8% nel 2016 e dello 0,9% nel 2017. In aprile l’agenzia di rating aveva previsto un crescita dell’1,0% quest’anno e dell’1,3% il prossimo. In crescita anche il debito, che si attesterà al 132,8% nel 2016 dal 132,3% del 2015. Il debito raggiungerà il picco nel 2017 al 133,3% e “calerà più lentamente, raggiungendo il 128% nel 2020″.

Sotto accusa anche il sistema bancario italiano, che per Fitch “soffre di un elevato livello di crediti deteriorati, che aggiungono rischi all’economia. Le sofferenze ammontano a 200 miliardi di euro alla fine di agosto mentre il totale dei crediti deteriorati è di 331 miliardi alla fine di giugno, pari al 16,4% dei prestiti totali e al 20% del pil” osserva Fitch, secondo la quale il deficit italiano sarà nel 2017 al 2,4% e nel 2018 all’1,7%. Il Draft Budgetary Plan fissa il deficit al 2,3% del pil per il 2017.