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Generali: torna un francese al Leone, Philippe Donnet ad

ROMA – In Generali inizia l’era Donnet. Al vertice del Leone torna un francese, sei anni dopo Antoine Bernheim, il banchiere alsaziano scomparso nel 2012 e presidente con deleghe operative in due riprese, da ultimo nel 2010. Philippe Donnet sarà invece il primo amministratore delegato straniero della compagnia, considerando anche che nel dopoguerra al vertice (1948-1953) arrivò un romeno, Mihail Schwefelberg, già naturalizzato però italiano da tempo al nome di Michele Sulfina.

E’ dal 1926 che in Generali viene assegnata la carica di amministratore delegato. Il comitato Nomine della compagnia triestina oggi ha indicato al Cda – confermando così le attese della vigilia -, il nome del numero uno di Generali Italia Philippe Donnet per l’incarico di group ceo, mentre per il direttore finanziario Alberto Minali si prevede la nomina a direttore generale, con anche alcune deleghe nella finanza. L’ultima parola andrà comunque al consiglio di amministrazione in agenda giovedì prossimo, 17 marzo, ma i giochi sembrano sostanzialmente chiusi.

Il confronto che si era aperto tra i soci e in consiglio dopo il passo indietro annunciato di Mario Greco sembra essersi ricomposto solo in questi giorni, dopo una raffica di riunioni che da martedì ha fugato anche le ultime esitazioni. L’indicazione di Donnet arriva da un comitato composto dal presidente Gabriele Galateri, dal vice presidente e socio (al 2,6%) Francesco Caltagirone e dal consigliere e socio Lorenzo Pellicioli (al 1,7%).

Ma sembra esprimere una scelta ampiamente condivisa da tutti i principali azionisti, e destinata a trovare ampio consenso anche in consiglio. Dopo il passo indietro di Greco a lungo si era cercato di trovare un candidato adatto all’incarico, magari anche italiano. Qualche ipotesi era stata anche avanzata, trovando però l’opposizione di alcune delle parti in causa, perché dal profilo non sufficientemente globale e adatto alla complessità di un gruppo come Generali.

Era parso invece evidente dall’inizio che il nuovo ceo avrebbe dovuto essere già esperto del comparto assicurativo. Per superare l’empasse si è arrivati così a un incarico il 17 febbraio a un headhunter, per un esame di tutti i possibili candidati. E a cavallo tra febbraio e marzo si è infine iniziato a convergere su Donnet. Tra gli azionisti favorevoli a una scelta interna dalla prima ora figura Mediobanca, primo socio con il 13,2%, con l’A.d Alberto Nagel che si era anche dichiarato apertamente a favore della continuità. Anche il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio (3,18% del Leone) si era subito detto a favore di una successione interna.