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Germania: il surplus commerciale cala a 18,9 miliardi

BERLINO –  Il surplus commerciale della Germania a gennaio scende a 18,9 miliardi di euro (dato destagionalizzato), dai 20,3 miliardi di dicembre 2015. In calo l’export che segna un -0,5%. Anche in Germania ci sono “squilibri” in corso, ma non eccessivi.

Ue: maxi surplus tedesco un problema di tutta l’Europa. Secondo la Commissione Ue, “l’ampio e persistente surplus delle partite correnti ha rilevanza transnazionale e riflette l’eccesso di risparmi e gli investimenti sommessi sia nel settore privato che pubblico”. “La debole domanda di investimenti danneggia il potenziale di crescita e la forte dipendenza dalla domanda esterna racchiude rischi macroeconomici in un contesto di domanda esterna sommessa”, scrive Bruxelles.

Gli investimenti pubblici “sono crollati, nonostante lo spazio di bilancio disponibile e le favorevoli condizioni del credito, e i passi presi per aumentare gli investimenti pubblici sono insufficienti per colmare il gap di spese nelle infrastrutture”. Perciò “servono altre azioni per facilitare le condizioni per gli investimenti privati, compresa la riforma del settore dei servizi e il miglioramento del sistema fiscale”. Nel 2014, infatti, la Germania ha registrato un attivo commerciale di 217 miliardi di euro.

Aumenta il costo del lavoro. Nel 2015, in Germania, i costi del lavoro sono chiaramente saliti: lo ha rivelato l’istituto di statistica federale Destatis, secondo il quale si è registrato un aumento del 2,6% rispetto al 2014. Si tratta di un livello chiaramente superiore alla media europea, se si confrontano i dati del primo trimestre del 2015, che hanno visto aumentare i costi in Germania del 2,4%, e una media dell’Ue all’1,8 e dell’eurozona all’1,1%. Il Destatis segnala anche, in chiave comparativa, che in Italia e in altri quattro paesi, e cioè Portogallo, Slovenia, Cipro e Lussemburgo, si è registrato invece un calo.

 

 


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