Economia

Giacomo Vaciago è morto. Fu economista, consigliere economico del governo e sindaco di Piacenza

Giacomo Vaciago è morto. Fu economista, consigliere economico del governo e sindaco di Piacenza

Giacomo Vaciago è morto. Fu economista, consigliere economico del governo e sindaco di Piacenza (Foto Ansa)

PIACENZA – Giacomo Vaciago, economista, docente universitario ed ex sindaco di Piacenza (dal 1994 al 1998), è morto nella notte a Piacenza. Aveva 74 anni ed era da tempo malato.

Docente universitario, ordinario di Economia Politica ad Ancona, dove è stato anche direttore dell’istituto di economia, poi Ordinario di politica economica e direttore dell’istituto di economia e finanza della Cattolica di Milano (nominato nel dicembre 2016 professore emerito).

Dal 1987 al 1989 è stato consigliere economico del Ministro del tesoro, dal 1992 al 1993 consigliere del Presidente del Consiglio, dal gennaio 2003 al marzo 2005 è consigliere scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 1983 era editorialista del Sole 24 Ore e da molti anni opinionista di Libertà, il quotidiano della sua città.

Vaciago era anche membro dell’Associazione il Mulino ed è stato sia nel comitato di direzione della rivista sia nel consiglio editoriale della Società editrice il Mulino, di cui era anche autore (il suo libro più recente è Un’anima per l’Europa, 2015).

IL CORDOGLIO DEL SINDACO DI PIACENZA – Il sindaco di Piacenza, Paolo Dosi, è stato tra i primi ad esprime in una nota il proprio cordoglio per la scomparsa del professor Vaciago, anche a nome dell’Amministrazione comunale: “Sono profondamente addolorato. Si tratta di una grave perdita non solo per la nostra città, ma per il mondo accademico e culturale italiano. La sua vivacità intellettuale, la sua straordinaria capacità di capire e interpretare lo stato di salute dell’economia, il ruolo di docente e di consulente economico ad altissimo livello hanno contribuito a far sì che la stima nei confronti di Giacomo Vaciago fosse notevole e riconosciuta sia nelle sedi istituzionali che in quelle accademiche”.

 

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