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Giappone: banca centrale presta a tassi negativi. Ok Asia

Giappone, la mossa della Banca centrale per combattere lo spettro della deflazione e rivitalizzare lo stock market. Il QE non ce l'ha fatta

ROMA –  Giappone: storica decisione della banca centrale che introduce i tassi negativi. Volano le borse asiatiche. Tokyo ha chiuso in rialzo del 2,8%, Shanghai del 3,1% e Shenzhen del 3,7% mentre Hong Kong, ancora aperta, avanza del 2,1%. Forti rialzi anche per Taiwan (+2,2%) mentre progressi più contenuti si sono registrati sulle piazze di Sydney (+0,6%) e Seul (+0,3%).

La mossa, inattesa, mostra la determinazione della Banca centrale del Giappone a contrastare i venti contrari nella finanza mondiale che stanno riportando il Paese in territorio deflattivo, un circolo vizioso di caduta dei prezzi e indebolimento dell’economia reale. (Wall Street Journal)

La banca centrale del Giappone introduce tassi negativi. La Bank of Japan (Boj) ha deciso di applicare interessi negativi ai conti correnti posseduti dalle istituzioni finanziarie presso la banca centrale allo scopo di centrare il target di inflazione del 2% “nel più breve tempo possibile”, malgrado i prezzi del petrolio restino ai minimi. La Boj, il cui board ha approvato l’inattesa mossa con appena cinque voti a favore contro quattro, ha detto in una nota che applicherà “interessi negativi dello 0,1%” e che farà altri interventi al ribasso “se lo giudicherà necessario”.

La Boj, in altri termini, ha preso atto che le politiche di allentamento qualitativo e quantitativo (Qqe), avviate ad aprile 2013, non hanno prodotto gli effetti desiderati, a partire dal superamento della deflazione cronica. A tal proposito, l’istituto centrale ha posticipato il target di inflazione al 2% da centrare nella prima metà dell’anno fiscale 2017 a fronte del precedente obiettivo fissato alla seconda metà dell’esercizio 2016, che parte il prossimo aprile.

La Boj ha stimato al ribasso, dall’1,4% allo 0,8%, le ipotesi sulla dinamica dei prezzi dell’anno fiscale 2016, mentre ha mantenuto gli acquisti di asset annui a 80.000 miliardi di yen. Di riflesso, la Borsa di Tokyo ha chiuso col balzo del 2,80%, lo yen si è svalutato fino al 2,2% sul dollaro e i rendimenti sui Jgb a 10 anni, il benchmark dei titoli di Stato giapponesi, sono scesi allo 0,090%, ai livelli minimi mai registrati. La Bce è stata la prima banca centrale a varare gli interessi negativi a giugno del 2014.

Una mossa non da tutti condivisa. Ad esempio, Ben Bernanke, ex presidente della Federal Reserve, ha di recente osservato, parlando all’Asia Financial Forum di Hong Kong, che la Fed aveva considerato e poi respinto l’opzione sugli interessi negativi nelle ultime crisi finanziarie globali, a causa di effetti reali visti come positivi, ma limitati nel tempo, per l’economia. Il timore, in particolare, era più legato al potenziale impatto negativo sul mercato monetario e per questo fu scelta la via del quantitative easing.