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Crescita e produttività: vertice riservato tra Squinzi e la Camusso

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ROMA – Un vertice riservato si sarebbe tenuto giovedì sera, tra il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ed il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Il numero uno degli industriali spinge per un accordo con i sindacati sul tema della produttività come sollecitato dal governo. Squinzi e Camusso si sarebbero incontrati nella foresteria dell’associazione degli industriali in via Veneto, per un colloquio faccia a faccia durato circa un’ora.

Già in giornata, parlando a margine di un’audizione alla Camera, Squinzi aveva accennato alla possibilità di tempi veloci per un’intesa tra le parti sociali sulla produttività da presentare al governo. ”Stiamo colloquiando, occorre stringere i tempi al massimo possibile. Parliamo di giorni, al massimo di qualche settimana”, ha indicato il leader degli industriali. Che alla Camera, affrontando anche il tema del fisco, ha promosso la delega varata dal governo e ora all’esame del Parlamento. Sottolineando però che la pressione fiscale sale e il rischio è che il peso delle tasse arrivi addirittura al 55%. E che per questo occorre accelerare sulla riforma che ”può rappresentare un fattore fondamentale per far ripartire la crescita”.

”Un’occasione da non perdere”, dice della delega fiscale Squinzi, parlando ai deputati della Commissione Finanze della Camera e chiedendo loro ”tempi rapidi” per l’approvazione. Il presidente di Confindustria parla anche di Fiat, ”come imprenditore e come cittadino italiano: un grande Paese industriale non puo’ non avere una grande industria automobilistica”.

Squinzi è preoccupato per il crescere del peso delle tasse, soprattutto sul lavoro e sulle imprese e chiede di tenere alta l’attenzione, innanzitutto mantenendo l’obiettivo della riduzione delle tasse nel lungo periodo e poi ripensando anche a quel fondo per abbassare le tasse, alimentato con i proventi della lotta all’evasione, che inizialmente era nella delega e che poi era saltato. Con l’attuazione delle misure fiscali previste dalle ultime manovre ”la pressione fiscale italiana – fa presente Squinzi – si collocherebbe intorno al 45%, rispetto al 42,1% del 2011; 45% che diventa 55% se il calcolo viene fatto sottraendo il Pil sommerso”.

Per la delega arriva una promozione perché ”può dare un enorme contributo in termini di stabilità, certezza e semplificazione del sistema fiscale”. Via libera di Confindustria alla revisione del catasto, alla razionalizzazione delle cosiddette ‘tax expenditures’; ”novità positiva” è anche il rapporto annuale sull’evasione come anche ”positivi sono i principi generali di razionalizzazione della fiscalita’ d’impresa”. Confindustria esprime invece ”preoccupazione per le ipotesi di intervento in materia di tassazione ambientale”. Quello che le imprese temono è un ulteriore aggravio dei costi energetici ”già tra i più elevati dell’Unione Europea”