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Usa. Hedge fund contro Pechino, scommettono contro lo yuan

Gli hedge fund americani all'attacco della Cina, scommettendo contro lo yuan e aprendo di fatto uno scontro fra Wall Street e i leader della seconda maggiore economia al mondo, e alimentando il timore di una 'guerra delle valute'. Secondo indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, a puntare contro la valuta cinese scommettendo su un deprezzamento sono colossi del calibro di Hayman Capital Management, il trader miliardario Stanley Druckenmiller, il manager di Hedge fund David Tepper e Greenlight Capital.

USA, NEW YORK – Gli hedge fund americani all’attacco della Cina, scommettendo contro lo yuan e aprendo di fatto uno scontro fra Wall Street e i leader della seconda maggiore economia al mondo, e alimentando il timore di una ‘guerra delle valute’.

Secondo indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, a puntare contro la valuta cinese scommettendo su un deprezzamento sono colossi del calibro di Hayman Capital Management, il trader miliardario Stanley Druckenmiller, il manager di Hedge fund David Tepper e Greenlight Capital.

Le scommesse contro lo yuan, che alcuni ritengono possa calare del 40%, arrivano in un momento difficile per l’economia cinese e per il governo di Pechino, che sta cercando di far navigare l’economia alle prese con un rallentamento, con banche molto indebitate e con una transizione verso una crescita spinta dai consumi. Le attese di un indebolimento dello yuan hanno innescato di recente una fuga di capitali dalla Cina.

La situazione è peggiorata dopo che il finanziare filantropo George Soros ha parlato di ”inevitabile” frenata economica per il Paese, spingendo l’agenzia Xinhua, controllata dallo stato, a un editoriale in cui metteva in guardia Soros dal non scommettere contro lo yuan, come fatto con successo contro la sterlina.

Il mercato ha iniziato a scommettere contro lo yuan da agosto, quando Pechino ha svalutato a sorpresa la moneta del 2% rispetto al dollaro. Una mossa che ha alimentato i timori che Pechino possa allontanare lo yuan dal dollaro che si rafforza, per seguire gli altri Paesi che puntano a indebolire le loro valute a sostegno della crescita.

Pechino ha indicato di non voler svalutare lo yuan per avvantaggiarsi rispetto ad altri partner commerciali perche’ afferma di avere margini a disposizione per stimolare l’economia tramite misure di bilancio.