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Ilva, due cordate in gara. I turchi di Erdemir ci pensano su

ROMA  –  Due cordate si sfidano per acquisitre l’intero complesso dell’Ilva di Taranto: AcciaItalia (composta da Cassa depositi e prestiti Equity-DelFin-Arvedi) e Am Investco Italy (composta da ArcelorMittal-Marcegaglia). C’è una terza offerta in ballo, al momento non accettata per documentazione insufficiente, e presentata dal consorzio Ionian Shipping, nei mesi scorsi dato come alleato di Saga, la società di logistica del finanziere bretone Vincent Bollorè. Il consorzio Ionian Shipping di Taranto aveva manifestato interesse per rilevare ‘Servizi marittimi Spa’, una delle sette controllate di Ilva coinvolte nel procedimento di vendita a privati.

Giovedì si è anche palesata ufficialmente per la prima volta AcciaiItalia spa, la newco costituita da Cdp Equity (controllata al 77,7% da Cdp), la DelFin di Leonardo Del Vecchio e Acciaieria Arvedi di Giovanni Arvedi. La nuova società è partecipata al 22,20% da Acciaieria Arvedi Spa come socio industriale, al 44,50% da Cdp Equity e al 33,30% da DelFin, questi ultimi come soci finanziari.

Il consiglio di amministrazione della nuova società avrà tre componenti e il suo presidente sarà Giovanni Arvedi. All’ingegnere di Cremona si deve il piano ambientale e industriale che da oggi sarà al vaglio dei Commissari e soprattutto della troika di esperti che il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente dovranno nominare. Sarà lui ad avere la gestione operativa dei complessi siderurgici dell’Ilva che lavoreranno in sinergia con le due acciaierie del gruppo Arvedi, quella di Cremona e quella di Trieste.

Non entrerà in AcciaItalia il gruppo turco Erdemir, che si è preso una pausa per riconsiderare la partita. Tuttavia lo schema che, secondo quanto risulta all’ANSA, si va predisponendo prevede una partecipazione di Erdemir a valle cioè come partner di Ilva spa che dovrebbe essere controllata al 70% da AcciaItalia mentre il restante 30% sarà riservato, nel caso di accordo, al gruppo turco che scioglierà la sua riserva a novembre. Il finanziamento del progetto prevede l’emissione di un bond a cui saranno chiamate a partecipare le banche creditrici dell’Ilva.

Tornando alle quote della triade Cdp-Arvedi-Delfin, l’istituto di via Goito interverrebbe con circa 400 milioni, Delfin con una fiche prevista tra i 300-350 milioni e Giovanni Arvedi, al quale va la gestione operativa del turnaround, con una quota di 80-100 milioni e la possibilità di salire ancora.

Quanto all’altra cordata composta dal primo gruppo siderurgico del mondo ArceloMittal e dal gruppo Marcegaglia, questa si è costituta in joint venture denominata Am Investco Italy. Le quote dei due partner sono 85% per ArcelorMittal e 15% per Marcegaglia. “Abbiamo le caratteristiche necessarie a raccogliere e vincere la sfida del rilancio dell’Ilva” ha detto Antonio Marcegaglia.

 


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