Economia

Ilva, 4mila intollerabili esuberi licenziati o 4mila trasferiti e salvati?

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Ilva, 4mila intollerabili esuberi licenziati o 4mila trasferiti e salvati? (foto Ansa)

ROMA – Ilva, 4mila esuberi licenziati o 4mila trasferiti e salvati? L’unica cosa certa è il numero: quattromila. Per il resto una comunicazione/informazione/ palesemente schizofrenica fa viaggiare insieme e contemporaneamente due cose l’una che esclude l’altra. O meglio l’una escluderebbe l’altra se non fossero saltate, scosse, percosse e scardinate tutte le giunture del rapporto tra ciò che si dice e la realtà effettiva. Qualunque sia la effettiva realtà.

In Ilva lavorano e prendono lo stipendio a fine mese in circa 14 mila. La nuova società, quella che dovrebbe comprare la ex Ilva, ne riassume, annuncia, circa 10 mila. Ne mancano quattromila. Che la stampa battezza “esuberi” al fondo su una nota di agenzia di stampa. Esuberi vuol dire che non lavoreranno più, non avranno più un posto di lavoro di lavoro. Niente stipendio, in mezzo alla strada. Licenziati, licenziati in quattromila. Una cosa intollerabile contro cui giustamente si sciopera e peste all’azienda che lo propone e al governo che ha osato dire sì a simile azienda.

Insieme al “quattromila esuberi” si legge anche (e sottolineo insieme) che i non assunti dalla nuova azienda lavoreranno come dipendenti della ex Ilva che resta in amministrazione straordinaria e si occuperà dei lavori del risanamento ambientale. Dunque quattromila che non perdono il lavoro, il posto, non vanno in mezzo alla strada, non vengono licenziati. Vengono trasferiti dalla produzione dell’acciaio ai lavori di risanamento ambientale. Se vogliamo essere più precisi e netti, quattromila lavoratori che la nuova azienda non si prende in carico ma restano in carico dell’amministrazione controllata. Insomma non più a carico del privato ma del pubblico.

Viaggiano insieme che ci sono quattromila licenziati e che i quattromila conservano posto e stipendio. Viaggia insieme la parola esuberi e la certezza del mantenimento dello stesso numero di occupati.

Pur senza voler sapere ciò che dovrebbe essere noto a chi informa, ad esempio che nessuna vendita di Ilva a nessuno può andare a buon fine senza il sì dei sindacati…

Pur senza voler sapere ad esempio che fin dall’inizio era noto e accettato nuova azienda assumesse qualcuno in men o dei precedenti addetti…

Pur senza voler ricordare che Ilva è una grande crisi aziendale e che un compratore serve a meno di non volerla nazionalizzare…

Pur senza tutto questo, qualcuno di grazia tra giornali, televisioni, sindacati ci vuole spiegare se si tratta di 4mila esuberi licenziati (intollerabile e vergognoso) o di 4mila trasferiti e salvati nel posto e nello stipendio? Fra viaggiare insieme le due cose opposte come fossero la stessa cosa è…dio solo sa cosa è.

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