Economia

Inflazione al top da tre anni: crescono prezzi per alimentari, cura della persona e carburanti

Inflazione al top da tre anni: crescono prezzi per alimentari, cura della persona e carburanti

ROMA – I prezzi in Italia tornano a crescere, dopo un periodo di deflazione. A trainare l‘inflazione sono alimentari, prodotti per la cura della persona e, soprattutto, carburanti. Lo dice l’Istat, che ha rivisto al rialzo le stime preliminari di gennaio: in questo mese l’inflazione ha raggiunto l’1%, contro lo 0,9% delle previsioni. Si tratta del dato più alto da tre anni e mezzo: per trovare un valore maggiore, spiegano dall’Istituto di statistica, bisogna tornare ad agosto del 2013, quando era stato dell’1,2%.

Nel dettaglio, i prezzi di diesel e benzina sono aumentati del 9%, quelli degli alimentari non lavorati del 5,3%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato a gennaio un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell’1% nei confronti di gennaio 2016, mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre). Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L’inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%.

Il rialzo dei prezzi riguarda tutta Italia. Nessuna delle grandi città è in deflazione e gli aumenti raggiungono il 2,2% a Trieste e il 2,1% a Bolzano, superando la soglia massima del 2% presa come riferimento dalla Banca Centrale Europea per le sue politiche. Il tasso di inflazione si posiziona sopra la media nazionale dell’1% in dodici capoluoghi di Regione e province autonome sui 19 analizzati dall’Istat: a Trento tocca l’1,5% e a Milano, Napoli e Bari è dell’1,4%. Roma è invece in fondo alla classifica con un tasso dello 0,7%, superiore solo a quello di Bologna (0,6%).

Anche tra i Comuni con più di 150 mila abitanti che non sono capoluoghi di regione, i prezzi sono in crescita su base annua in tutte le dieci città per cui sono calcolati gli indici generali (erano nove a dicembre): gli aumenti maggiori interessano Livorno (+1,8%, era +1,4% a dicembre) e Padova (+1,5%, da +1,2% del mese precedente). I rincari più contenuti sono a Reggio nell’Emilia e Ravenna (+0,4% per tutte e due).

LA SITUAZIONE IN EUROPA – Il balzo dell’inflazione si è avuto in tutti i Paesi dell’Eurozona: a gennaio è salita a 1,8% su base annuale, rispetto all’1,1% di dicembre, indica Eurostat, specificando che per l’insieme della Ue-28 il tasso di gennaio è stato dell’1,7% contro l’1,2% del mese precedente. Guardando ai singoli Paesi, l’inflazione maggiore è in Belgio (3,1%), davanti a Lettonia e Spagna (2,9%), con la Germania a 1,9% e Francia a 1,6%. La più basso in Irlanda (0,2%). In Italia il tasso (1,0%) è raddoppiato rispetto a dicembre (0,5%) ma resta il nono più debole nell’Unione.

Il maggior impatto sull’innalzamento dell’inflazione nei 19 Paesi della moneta unica è venuto dai carburanti per i trasporti (+0,50 punti percentuali), dai combustibili liquidi e dai prezzi dei legumi (+0,14 punti ciascuno). Sono rimasti in calo i prezzi delle telecomunicazioni (-0,09 punti), del gas (-0,08 punti) e del pane e cereali (-0,05 punti).

A gennaio 2016 il tasso di inflazione per l’Eurozona su base annuale era di appena +0,3%, in Italia era al +0,4%, esattamente come in Germania e leggermente superiore alla Francia (+0,3%), ma il Belgio già guidava la classifica con +1,8%.

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