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Inps, boom di voucher: crescono nuovi posti di lavoro

Nel 2015 le assunzioni a tempo indeterminato sono state 2,1 milioni, oltre 580mila posti stabili in più. E Renzi dopo i dati Inps elogia il Jobs Act

ROMA – Oltre 365mila nuovi contratti di lavoro in più sono stati aperti nei primi 11 mesi del 2015 rispetto al 2014, con le assunzioni a tempo indeterminato salite del 37%. Boom per i voucher per il pagamento di prestazioni di lavoro accessorio, che crescono del 67% annuo con un totale di 102,4 milioni venduti. Questi i dati divulgati dall’Inps il 19 gennaio sulla situazione del lavoro in Italia, con il premier Matteo Renzi che su Twitter ha commentato: “Assurde le polemiche sul Jobs Act“.

Nei primi 11 mesi del 2015 si sono registrate oltre 2,1 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1,525 milioni di cessazioni (+584.000 posti stabili nell’anno). Nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps pubblicato il 19 gennaio si legge che rispetto allo stesso periodo del 2014 c’è una variazione positiva per 510.292 posti a tempo indeterminato.

Tra gennaio e novembre, sottolinea l’Inps nell’Osservatorio che considera i dipendenti privati esclusi i domestici e gli operai agricoli, le assunzioni a tempo indeterminato sono state 1.640.630, il 37% in più dello stesso periodo del 2014 (+442.906) mentre le assunzioni a termine sono state 3.187.318 (+1,5%) e le assunzioni in apprendistato 175.032 (-20,2% sul 2014).

Nel complesso le assunzioni hanno superato quota 5 milioni con una crescita del 9,7% sull’anno precedente. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine sono state 388.454 (+25,8%) mentre quelle di rapporti di apprendistato sono state 80.897 (+25,3%). Le cessazioni di rapporti di lavoro nel complesso nei primi 11 mesi sono state 4.322.658 (+2,1%). Tra queste 1.525.818 milioni sono state cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.

Su 1,6 milioni di nuove assunzioni stabili nei primi 11 mesi del 2015 (senza considerare le trasformazioni) solo 558.000 sono state fatte al Sud (il 34,8% del totale) con una crescita molto inferiore a quella che si è registrata nel resto del Paese. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato (+37% complessivo sul 2014) sono cresciute del 46,4% nel Nord Ovest, del 55,9% nel Nord Est a fronte del +21,2% nel Sud e del +14,6% nelle Isole.

Sempre nei primi undici mesi del 2015 risultano venduti oltre 102,4 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (61.129.111), pari al 67,5%. Lo si legge nell’Osservatorio sul precariato dell’Inps nel quale si sottolinea la crescita in Sicilia (+97,4%) e in Liguria (+85,6%) anche se il Nord resta l’area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con i due terzi del totale.

Nel Centro si è registrato un +45,6% per le assunzioni stabili. Se si guarda alle nuove assunzioni stabili effettuate con lo sgravio contributivo previsto dalla legge di stabilità per il 2015 (sempre senza considerare le trasformazioni che hanno utilizzato l’esonero), a fronte di 889.388 assunzioni stabili totali con lo sgravio quelle fatte nelle regioni del Sud sono state 320.432 a fronte delle 371.548 fatte al Nord.

La sintesi di questi dati è appunto di un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni: per il periodo gennaio-novembre 2015, spiega l’Inps, si attesta un miglioramento, nel confronto con l’analogo valore per l’anno precedente, pari a 356mila unità:

“Su base annua, considerando quindi gli ultimi dodici mesi, si evidenzia una crescita complessiva delle posizioni di lavoro dipendente pari a 300.000 unità, effetto di una crescita rilevante delle posizioni di lavoro a tempo indeterminato (oltre 450.000 in più) e di una contrazione di quelle regolate con contratti a termine e apprendistato”.

Tali andamenti, aggiunge ancora l’Istituto, spiegano anche “il cambiamento nell’incidenza dei rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, passata dal 31,9% dei primi undici mesi del 2014 al 38,6% dello stesso periodo del 2015. Nella fascia di età fino 29 anni, l’incidenza dei rapporti di lavoro ‘stabili’ sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,5% del 2014 al 31,3% del 2015″.

Il premier Renzi, dopo aver letto i dati riportati dall’Inps, è tornato a difendere il Jobs Act entrato in vigore il 1° gennaio 2015 scrivendo su Twitter:

“Oltre mezzo milione di posti di lavoro a tempo indeterminato in più nel 2015. INPS dimostra assurdità polemiche su Jobsact #avantitutta”.