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Inps, Tito Boeri promette assunzione di 900 “giovani”

Tito Boeri, presidente dell’Inps, annuncia l’assunzione di 900 “giovani” da inserire nei quadri dirigenziali dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale. Allo stesso tempo saranno ridotti da 48 a 36 i dirigenti di prima fascia. Alla riduzione dei super dirigenti Boeri vuole accompagnare anche la dislocazione sul territorio, visto che dei 48 attuali 33 super manager sono di stanza a Roma. Questi gli annunci e le promesse di Boeri, intervistato da Luca Cifoni per il Messaggero:

«Il primo atto che ho firmato permetterà un piano di assunzioni di più di 900 funzionari della cosiddetta “fascia C”, con lauree in Giurisprudenza, Economia e commercio, Ingegneria gestionale e informatica, e presumibilmente giovani: questo ci permetterà di colmare quel digital divide interno che inevitabilmente è anche generazionale. Molte sedi, in particolare al Nord, sono sottodimensionate dopo gli esodi degli ultimi anni; ma oltre a riempire questi vuoti vogliamo rafforzare la capacità generale dell’Istituto di allacciare un rapporto di consulenza con gli utenti, a 360 gradi. Questa consulenza la offriremo non solo nei nostri uffici ma anche in “punti Inps” da creare nei centri più piccoli in locali comunali, con una rete capillare».

«In questi anni l’Inps ha visto calare il proprio personale, scendendo di molto al di sotto della dotazione organica e ha conseguito importanti risparmi. Questo ci dà oggi dei margini per assunzioni, nel rispetto delle regole. Poi, intendiamo cambiare la composizione della dotazione organica, creando più spazio nella fascia C, quella alta dei funzionari, e riducendo quella delle fasce più basse, nelle quali i funzionari che escono non saranno sostituiti».

«Da subito partiremo, a settembre, prendendo degli idonei di nostri concorsi precedenti. Una piccola parte poi saranno stabilizzazioni di personale esterno che lavora già da noi, ma il grosso, 550-600 persone, le troveremo con un nostro concorso per il quale stiamo avanzando la richiesta di autorizzazione alla Funzione pubblica».

«Il secondo atto riguarda i dirigenti. Noi abbiamo un organigramma ereditato dalla fusione “a freddo” fra Inps, Inpdap ed Enpals, nella quale anziché razionalizzare le posizioni dirigenziali si sono semplicemente sommate. Oggi abbiamo 48 direttori centrali di cui ben 33 a Roma. Ci sono inefficienze e sovrapposizioni. Le ridurremo a 36 e di queste solo 14 saranno al centro. Apriremo direzioni innovative, ad esempio una dedicata interamente al grande tema della non autosufficienza. E poi c’è il terzo atto».

«Sì. Riguarda le modalità di conferimento degli incarichi ai dirigenti di prima fascia. Ovviamente ci saranno degli interpelli per le posizioni, poi abbiamo degli obblighi di rotazione che ci vengono sia dalle nostre regole che dall’Autorità anticorruzione. Valutare non solo le esperienze ma anche il potenziale, per incarichi magari nuovi, non è semplice. Per questo chiederemo il supporto di una commissione esterna, i cui membri sono scelti dal presidente e dal direttore generale e formata da tre persone: possibilmente un cacciatore di teste, un esperto di contrattualistica del pubblico impiego e una persona che possa valutare le competenze nella gestione di bilancio. La commissione formulerà delle rose e poi il direttore generale farà le sue proposte al presidente. È una procedura innovativa, non mi risulta che sia mai stata fatta, impone collegialità e trasparenza. Finora i criteri di selezione a quei livelli erano spesso basati sul manuale Cencelli, dove il Cencelli è l’appartenenza sindacale. Un metodo che viene da lontano, ma che è ancora presente».