Economia

Intesa Sanpaolo, utili del secondo trimestre oltre le attese. Ma niente cedole extra

Intesa Sanpaolo, utili del secondo trimestre oltre le attese. Ma niente cedole extra

Intesa Sanpaolo, utili del secondo trimestre oltre le attese. Ma niente cedole extra

MILANO – Intesa Sanpaolo supera le attese con gli utili del secondo trimestre, e conferma il target di 3,4 miliardi di dividendi cash sul 2017, anche se chiude la porta a cedole extra per quest’anno.

Grazie al contributo pubblico di 3,5 miliardi di euro per l’acquisto delle banche venete, la banca milanese ha raggiunto un utile di 5,2 miliardi. Al netto del contributo, l’utile si sarebbe attestato a 1,74 miliardi, in linea con il primo semestre dell’anno scorso (1,71 miliardi).

Nel giorno dei conti l’attenzione degli analisti finanziari si è concentrata sulle banche venete per le quali l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, prevede un “impatto neutro nel 2017 e positivo a partire dal 2018. E dopo questa operazione non vedo altre acquisizioni”.

In Borsa il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,1% a 2,916 euro.

I risultati ottenuti nella prima parte dell’anno sono in linea con la quota semestrale di dividendo previsto per il 2017 pari a 3,4 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo conferma, infatti, come “priorità strategica la remunerazione degli azionisti in maniera consistente e sostenibile” con una distribuzione di 10 miliardi di dividendi nei quattro anni dell’attuale piano industriale.

Positiva anche la gestione dei crediti deteriorati che, negli ultimi 21 mesi, ha visto una riduzione dello stock di oltre 10 miliardi di euro. Per questa attività la banca ha destinato circa 1.500 risorse, con l’obiettivo di riportare in breve tempo la loro incidenza ai valori pre-crisi. Ed i risultati sono già tangibili, considerato che nel secondo trimestre di quest’anno si è registrato il flusso lordo ‘da bonis’ più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo per il flusso lordo e il secondo valore più basso, dopo il minimo storico del terzo trimestre 2016.

Sul fronte dei conti si registra un secondo trimestre con un utile a 837 milioni rispetto ai 901 milioni del trimestre precedente e dello stesso periodo del 2016. Nel trimestre Cà de Sass ha nuovamente svalutato l’investimento nel fondo Atlante. Al 30 giugno sono stati versati 742 milioni, su un impegno totale di 845 milioni. Sono stati svalutati 676 milioni, di cui 188 milioni nel secondo trimestre 2017, 261 milioni nel primo trimestre e 227 nell’ultimo trimestre 2016.

La presentazione dei risultati del semestre è stata l’occasione anche per fare il punto dopo sull’impatto delle due banche venete su Intesa. L’acquisizione di Popolare di Vicenza e Veneto Banca ha permesso di “stabilizzare – ha detto Messina – il sistema bancario italiano”. Sulle banche venete non “voglio porre limiti – conclude – alle mie aspettative. Mi affido allo spirito di rivincita del personale delle due banche venete”.

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