Blitz quotidiano
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Irpef Renzi, taglio aliquota vale 50 euro (20mila reddito)

ROMA – Irpef Renzi, taglio aliquota vale 50 euro (20mila reddito). Una mini-sforbiciata all’Irpef, stavolta guardando il ceto medio, quello escluso finora sia dagli interventi in favore dei redditi bassi (gli 80 euro) sia da quelli che hanno alleggerito il fisco per le imprese. Sarebbe questa una delle idee che il governo sta esplorando per portare avanti il piano per il taglio delle tasse.

Certo, le scadenze sono già state più volte indicate, e per ora confermate, e prevedono per il 2017 il taglio dell’Ires – già messo nero su bianco con l’ultima legge di Stabilità – e per il 2018 un intervento invece sulla pressione fiscale sui redditi. Il tormentone però di un possibile anticipo del taglio dell’Irpef è già scattato da tempo e, nel frattempo, proseguono studi e simulazioni degli effetti, e soprattutto dei costi, delle diverse ipotesi.

Visti i margini ridotti di manovra, e i 15 miliardi di clausole di salvaguardia sull’Iva da bloccare, si stanno quindi studiando altre possibilità. Come quella di intervenire appunto con una limatura di un punto delle attuali aliquote intermedie al 27 e al 38%. Intervento che costerebbe circa 3 miliardi e che potrebbe scattare, se i conti lo permettessero, già dal prossimo anno. Niente comunque, dicono dal governo, è ancora deciso, nemmeno la ‘filosofia’ di fondo da seguire. E qualunque misura verrebbe comunque dettagliata, con le relative coperture, non prima dell’autunno e della legge di Bilancio per il 2017.

Il taglio di un punto percentuale per le fasce numericamente più significative, tuttavia, rappresenterebbero un segnale debole, quasi impercettibile sulle buste paga, poco spendibile anche da un punto di vista comunicativo, segnalano Andrea Bassi e Luca Cifoni sul Messaggero.

In pratica al di sopra dei 15 mila euro di reddito annuo (livello in cui inizia lo scaglione del 27 per cento) la minore imposta è di 10 euro ogni 1.000, per effetto della riduzione di un punto dell’aliquota applicata. Quindi con un imponibile di 20mila se ne risparmiano 50 l’anno, con 30 mila 150, con 40 mila 250 e così via. Dopo i 55 mila euro di reddito il beneficio si “cristallizza” a 400 euro l’anno (circa 33 al mese) perché a quel punto scatta lo scaglione del 41 per cento che non è interessato da alcuna riduzione.

Come si vede l’impatto sul contribuente sarebbe modesto, mentre quello sul gettito per lo Stato risulterebbe comunque non indifferente perché l’ipotesi coinvolge, pur se in misura limitata, livelli di reddito che corrispondono a moltissimi contribuenti. In tutto quelli coinvolti sarebbero circa 22 milioni, compresi coloro che hanno un reddito molto alto. (Andrea Bassi e Luca Cifoni, Il Messaggero)